HomeAttualitàSassuolo-Reggio, la rivolta dei Comuni contro Tper

Sassuolo-Reggio, la rivolta dei Comuni contro Tper

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata il 2 marzo quando un treno carico di studenti è rimasto bloccato, con le porte chiuse, per oltre un’ora poco dopo Scandiano. Si tratta dell’ultimo di una lunga serie di disservizi che rendono la vita dei pendolari che utilizzano la linea Sassuolo-Reggio particolarmente difficile, tra continui ritardi, guasti e soppressioni. Una situazione che si sta rivelando problematica anche per i sindaci dei comuni interessati che ricevono continue proteste da parte dei passeggeri e dei genitori degli studenti.

La presa di posizione più dura è quella del vicesindaco di Castellarano, Paolo Iotti che chiama direttamente in causa l’amministratore delegato di Tper, il reggiano Claudio Ferrari, al quale pone una serie di domande: “La ristrutturazione del trasporto pubblico locale  ha creato un quadro di grande frammentazione; nella attuale suddivisione delle responsabilità, per ciò che riguarda treni, orari, informazioni, rapporti con i passeggeri e biglietti, la competenza è di Tper S.p.A. Bologna. Non è perciò direttamente all’Act o a Seta che in questo caso dobbiamo rivolgere le nostre domande, ma all’amministratore delegato di Tper Claudio Ferrari. E’ a lui, che a nome dei cittadini di Castellarano che hanno subito e subiscono gravi disservizi pongo alcune domande. Anzitutto, chi è il responsabile dell’ultimo episodio capitato? A chi dobbiamo rivolgerci non per una sterile lamentela, ma per costruire insieme le condizioni perché questi problemi non si verifichino più? E ancora: gli studenti, nell’eventualità del ripetersi di un simile evento, come dovrebbero comportarsi? E soprattutto, il personale  viaggiante a sua volta come deve comportarsi? Dov’era il capotreno?  Possono i viaggiatori restare soli e isolati in vagoni chiusi? E’ a norma che in un vagone non si possano aprire i finestrini all’occorrenza, ma che occorrano chiavi apposite? Mi è stato riferito che non è stato possibile aprirli, il riscaldamento era alto e dopo 1 ora 20  era difficoltoso respirare, con ragazzi con chiari segnali di sofferenza. Molti sono i genitori che in caso di ritardo del treno o sospensione non avvisata, sono partiti per portare i figli a scuola, perdendo ore di lavoro.  Alcuni di essi mi fanno presente che se la situazione dovesse perseverare  valuteranno la possibilità di chiedere rimborsato o che venga rinegoziata la retta dell’abbonamento.

“La correttezza professionale vuole che di fronte a un problema ci si “metta la faccia” – conclude Iotti – In questo caso non è stato così, finora”.

L’intervento di Iotti segue quello dei sindaci di Casalgrande e Scandiano Andrea Rossi e Alessio Mammi e dell’assessore alla mobilità del Comune di Sassuolo, Claudia Severi che hanno chiesto a Tper un incontro urgente.

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