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Sardina in quota Pd

“C’è un tempo per arginare ed un tempo per costruire”: così andiamo al cuore del messaggio che istigherebbe le gelosie di Confucio, e che oggi Mattia Santori, leader delle Sardine in procinto di presentare la sua candidature nelle liste del Pd, ha scritto come lui sottolinea, da un ghiacciaio in alta quota là dove osano le aquile.

E dove probabilmente la fresca temperatura ti permette quella lucidità che pretenderebbe di fare chiarezza nell’acqua sciolta delle polemiche, anche interne, subito innalzatesi alla notizia di un suo impegno diretto in quel Pd spesso perculato e dopo aver assicurato per anni la propria indipendenza saecula saeculorum e di tutto il movimento ittico da qualsiasi formazione partitica. Su cui cala la parola Amen.

La lunga missiva è redatta direttamente dal sito delle Sardine ma d’ora in avanti Santori assicura una pagina personale da cui far promanare altri carteggi conditi da motti arguti e sapidi distinguo come quello odierno in cui precisa che da una parte la candidatura è la più alta forma di mobilitazione politica, dall’altro che sarà fatta da indipendente.

Ecco allora, precisa Santori, che non si tratta di entrare nel Pd ma dare il proprio contributo alla coalizione guidata da Matteo Lepore. Ed a chi vede in questa apicale precisazione, nel senso che è concepita in vetta, un fenomenale tentativo di arrampicarsi anche sugli specchi oltre che sulle pareti di montagna, Santori precisa che le Sardine sono diventate grandi e lui ci vuol mettere la faccia.

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