Il Colle dalla finestre che ridono: esce il nuovo film di Avati in piena crisi di Governo

E dove se non nella sua Bologna? Da mercoledì sera 21 agosto infatti all’Arena Puccini la proiezione in anteprima dell’ultimo film di Pupi Avati “Il Signor Diavolo” tratto dal suo omonimo romanzo. Ma non chiamiamolo “ritorno all’horror” piuttosto “ritorno al gotico”, quello padano nello specifico, ambientazione di genere pressoché inventata dallo stesso Avati assieme al fratello Antonio, 43 anni dopo il cult “La casa dalla finestre che ridono”, una delle opere del settore più suggestive della seconda parte del XX secolo europeo.

E la parola “ritorno” ci sta tutta anche perché l’atmosfera, come nella Casa dalle finestre che ridono è ancora quella del Delta del Po. Ma se nel ’76 la sceneggiatura, basata sulla leggenda locale del “prete donna” si intersecava coi rituali d’oltreoceano e la storia del pittore delle agonie Buono Legnani, nel Signor Diavolo la tensione più spirituale che splatter del regista, di evidente formazione cattolica, ruota tutta o quasi attorno alle credenze religiose pre-conciliari mescolate alle superstizioni ed alle leggende della Bassa Padana, troppo sottovalutata da questo punto di vista. Dove in realtà benessere materiale e laicità culturale affondano le radici in una terra dove sono seppelliti, a volte fuor di metafora, molti scheletri ancestrali.

E così Pupi Avati torna alla sfida del gotico, genere tanto battuto quanto difficile da rendere bene, ed emblematico come pochi delle paure e delle complessità del passato come del presente. Per la verità c’erano stati anche lo zombesco Zeder nel 1983 e lo spiritistico L’arcano incantatore nel ’96, per certi versi anticipatore di questo Signor Diavolo che uscirà in tutte le sale italiane giovedì 22 agosto e che racconta dell’assassinio di un adolescente, deforme e crudele, da parte di un coetaneo nei democristianissimi e contadini primi anni ’50 italiani.

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One Response to Il Colle dalla finestre che ridono: esce il nuovo film di Avati in piena crisi di Governo

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    Fausto Poli 21 Agosto 2019 at 21:59

    E che diamine. Ma rendiamoci conto del marcio che governa il Paese. Siate realisti.