Riti e ritriti: quelli del Comitato Beata Scopelli contro don Paolo Cugini che guida una veglia anti-omofobia

Papa Francesco

I Cristiani devono rimanere uniti nel nome della Tradizione o dell’Amore per il prossimo? Sembra questa la domanda fondamentale che attraversa la chiesa reggiana nelle ultime settimane, sempre più spaccata al suo interno: a Casalgrande il parroco di Sant’Antonino don Carlo Taglini si scaglia contro un nuovo centro culturale islamico e il suo collega don Luigi Rossi, che guida la parrocchia confinante di Casalgrande Centro, lo sconfessa predicando ascolto e accoglienza; ora è la volta della crociata dei tradizionalisti contro don Paolo Cugini, parroco di Regina Pacis, ‘colpevole’ di aver organizzato per la serata del 20 maggio prossimo una serata di preghiera dal titolo “La verità vi farà liberi: per il superamento dell’omofobia, della transfobia, e di ogni intolleranza”.

Cosa che ha destato scandalo nella galassia di gruppi oltranzisti: Radio Spada, sempre in prima fila quando c’è da scomunicare qualunque formula di modernizzazione della chiesa, ha duramente attaccato l’iniziativa; il Comitato Beata Scopelli, quello che aveva organizzato una preghiera di riparazione in occasione del gay pride, ha organizzato una veglia, sempre di ‘riparazione’, rispetto alla ‘peccaminosa’ iniziativa di don Cugini. Il quale viene sommerso da una serie di accuse pesanti da parte di Radio Spada. Toni da crociata, quelli del sito ultraconservatore: “È davvero disgustoso come il Cugini rovesci completamente la realtà e sostituisca la Verità con la menzogna; il vero negazionismo è il suo nei confronti dell’unica Verità che può salvare e rendere libere queste persone (gli omosessuali, ndr). Quale sia questa Verità sta scritto col sangue nel magistero bimillenario dell’unica Chiesa istituita da Cristo e si chiama CASTITA’ (in maiuscolo nel testo originale, ndr). L’unica via, per le persone con tendenza omosessuale, è un percorso di fede per riappropriarsi della propria identità, in cui il ruolo della castità è centrale e assoluto, come d’altronde per chiunque non sia sposato sacramentalmente in Chiesa”.

Durissimo anche l’attacco al vescovo Massimo Camisasca: “Nonostante l’assoluta gravità di questo tipo di veglie e di tutto l’apparato ideologico che ne sostiene i fini eretici e blasfemi, nel caso specifico di Reggio Emilia, come immaginiamo in numerose altre città, la curia stessa ne diventa complice silenziosa o addirittura attiva, con la visita del Vescovo Mons. Massimo Camisasca al gruppo di “cristiani” LGBT guidati dal Cugini”.  “In occasione della veglia anti-omofobia organizzata nella parrocchia di Regina Pacis da don Cugini – conclude il comunicato – domenica 20 maggio 2018 alle 20,45, (Domenica di Pentecoste), invitiamo tutti i cattolici ad una veglia pubblica per chiedere allo Spirito Santo di illuminare e convertire le menti e i cuori di queste persone e per chiedere perdono del tradimento di pastori diventati ormai sacerdoti dell’ideologia dominante”.

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