HomeAttualitàRissa a martellate? Il giudice…libera tutti

Rissa a martellate? Il giudice…libera tutti

Il pubblico ministero Valentina Salvi

Il pubblico ministero Valentina Salvi

E’ finita in una bolla di sapone la choccante guerriglia urbana di domenica scorsa, che ha visto fronteggiarsi una trentina di africani a colpi di martello e machete. Gìà, perché i 7 nigeriani arrestati sono già stati rimessi in libertà, con l’obbligo di firma. In altre parole, dovranno presentarsi una volta al giorno al comando di polizia, dopodiché saranno liberi come l’aria. Il giudice Alessandra Cardarelli ha dunque accolto le richieste del Pm Valentina Salvi, che aveva chiesto appena l’obbligo di firma per gli stranieri (accusati di rissa aggravata) in quanto “tutti incensurati e regolari sul territorio”.
Sulla maxi-rissa tra africani, che ha sconvolto la domenica della zona della stazione, è intervenuto direttamente anche il sindaco di Reggio Luca Vecchi che, “pur nel rispetto dell’autonomia della magistratura”, invoca”pene severe” e l’espulsione dei soggetti responsabili.
“Esprimiamo grossa preoccupazione per i fatti di ieri che sono fatti di una certa gravità e portata. Non è stata una normale rissa ma è stata una rissa e uno scontro non tipico di una città come Reggio Emilia e il che giustifica assolutamente preoccupazione per la vicenda in sè”, dichiara alla “Dire” il primo cittadino. “Per me è fondamentale che si faccia piena luce sulla dinamica dei fatti e sulle origini e le ragioni che sono state alla base dello scontro tra nigeriani. Siccome però una parte di questi veniva anche da fuori Reggio ed è quindi evidente un chiaro intento di premeditazione. Credo pertanto che vada anche approfondita e indagata la reale portata criminale di questa vicenda e cioè se si tratta semplicemente anche se gravemente di uno scontro, o se è invece la spia di una vicenda di portata criminale di tipo altro”, prosegue il primo cittadino. Vecchi, poi, si augura “che ci possano essere delle pene severe, adeguate a quanto accaduto, e che per questi soggetti possano scattare provvedimenti di allontanamento del territorio”.
Infatti, conclude Vecchi, “il nostro compito non è stabilire le pene, ma quanto è accaduto ieri è grave e c’è la necessità di rcreare le condizioni di un equilibrio e di una serenità di una comunità e del quartiere circostante. E naturalmente la severità della pena da questo punto di vista è un passaggio fondamentale”.

 

Andrea Capelli (Capogruppo Pd) sulla rissa in stazione: “Fatto grave, ma avanti su accoglienza e integrazione”

“La maxi rissa nel quartiere della Stazione pone la nostra città davanti ad un fatto tanto grave quanto inedito. Non si tratta infatti di un episodio estemporaneo, ma di un fatto criminale premeditato ed organizzato.
E bene ha fatto il sindaco Luca Vecchi a chiedere la “linea dura” a forze dell’ordine e magistratura, auspicando condanne severe e l’espulsione dallo Stato italiano laddove possibile.

Il capogruppo Pd, Andrea Capelli

Il capogruppo Pd, Andrea Capelli

Proprio in questi giorni, in cui arrivano dall’Europa importanti segnali di apertura rispetto al tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo, segnali che da tempo l’Italia e da ultimo il premier Renzi hanno chiesto all’Europa per affrontare l’aumento esponenziale dei flussi migratori verso l’Europa, non solo verso l’Italia a causa dell’aumentare e del perdurare di situazioni umanitarie non sostenibili in molti paesi del mondo.
Non è infatti da confondere il tema dell’integrazione con il problema della sicurezza delle nostre città: chi, come Lega Nord e Grillini, scivola e cede alle lusinghe populiste del “no all’integrazione” in nome della sicurezza, commette un errore strategico che potrà rivelarsi mortale negli anni a venire.
Solo con un lavoro lento e faticoso di completa integrazione, che parte dall’accoglienza nel rispetto dei diritti umani e arriva al rispetto delle regole e della legalità per tutti, anche dei nuovi accolti, si potrà garantire un adeguato livello di sicurezza derivante dalla civile convivenza con i nuovi cittadini.
Per questo la “linea dura” chiesta dal sindaco non contraddice le azioni che l’Amministrazione comunale, insieme con le associazioni di volontariato e di cittadini e la cooperazione sociale, la “parte buona” della nostra città, stanno attuando e devono implementare.
Creare occasioni di conoscenza, di scambio reciproco e di socialità nei quartieri, come la recente manifestazione “street food” proprio nel quartiere Stazione, parallelamente ad una azione di attento presidio delle forze dell’ordine e di azione giudiziaria verso chiunque commetta reati, sono la ricetta per un futuro, in cui i flussi migratori non accenneranno di certo a diminuire e di cui la sola alternativa è chiudersi nella paura e nell’odio, creando di fatto situazioni impossibili di convivenza civile.
Nelle nostre città deve quindi continuare ad esserci spazio per l’integrazione e l’accoglienza, ma dobbiamo essere chiari e fermi nel non lasciare spazio ad illegalità e delinquenza, in nome della sicurezza di tutti”.

 

Franco Corradini (Associazione PortoFranco): “Cara amministrazione, dopo i proclami, fai qualcosa!”

Siamo tutti scossi da ciò che è accaduto in queste ore  in zona stazione e in centro storico.
Al di là delle buone intenzioni di tutti , si evidenzia che certe affermazioni , facili, su come recuperare un quartiere vengono smentite . Ritorna alla mente l’affermazione del portavoce dei cittadini di viale 4 novembre che all’atto di firmare il contratto della sicurezza con l’amministrazione comunale, si alzò e lasciò in asso tutti dicendo che non vi era nessuna prospettiva in quelle proposte.

Franco Corradini, ex assessore alla Sicurezza, oggi a capo dell'associazione Portofranco

Franco Corradini, ex assessore alla Sicurezza, oggi a capo dell’associazione Portofranco

La realtà ora ci mostra un volto inaspettato che, probabilmente, va oltre  lo stesso quartiere stazione.
Abbiamo necessità di sapere al più presto la vera matrice di quello scontro tra bande, che certo non era una baruffa tra ubriachi.
Abbiamo il dovere di esigere dal Comune non solo dichiarazioni ma azioni che gli sono proprie.
Dobbiamo evitare le risposte che lisciano il pelo agli umori, alla emotività, pure giustificata, dei cittadini impauriti. Le proposte escono a raffica: intervenga l’esercito!, espellere i colpevoli delle risse (espellere chi? spesso si tratta di italiani anche se di origini diverse) ecc.
Dobbiamo invece andare a fondo per capire perché certe zone diventano terra di nessuno e quindi preda di ogni scorribanda.
Abbiamo in questi giorni esempi importanti sia dalla chiesa cattolica, sia da politici come la Merkel di come certe emergenze  si affrontano parlando alla testa e non alla pancia dei cittadini
In primis si deve parlare con le diverse associazioni che raggruppano cittadini di origine nigeriana, si deve aprire il confronto con i leader religiosi, cristiani e musulmani, per chiedere un impegno comune contro la violenza e per evitare che giovani finiscano per essere assorbiti nell’orbita di bande violente e criminali.
Si deve puntare sulla prevenzione che attualmente in zona stazione ha visto un preoccupante abbassamento della guardia. Non è stato, dopo più di un anno di governo da parte di questa giunta comunale  , enunciato nessun progetto di governace , di prospettiva, della zona stazione, .
C’è  uno specifico , che riguarda la Sicurezza Urbana e qui il criterio da seguire è Prevenzione. È la parola cardine  ora di rimettere in campo.
Significa rimettere al lavoro gli operatori di strada che molto hanno fatto contro l’abuso di alcolici e  chiarire bene il ruolo della polizia municipale .  La presenza della Polizia Municipale sul territorio deve essere costante e i cittadini devono percepirla, non tanto nel momento del fattaccio. Il lavoro di prevenzione svolto dalla polizia municipale deve occuparsi di questioni che stanno tra il disordine urbano e i temi di ordine pubblico.
Il lavoro  di prevenzione, che faticosamente ha tenuto insieme il quartiere stazione negli scorsi anni, rischia di disperdersi rapidamente se non viene curato e alimentato . Al contrario troveranno spazio sempre più i conflitti e le contrapposizioni. L’amministrazione rifletta su questo.
Infine si eviti di trasformare il confronto tra buonisti e cattivisti, tra accoglienti e respingenti . la presenza dei migranti in città è intorno al 20% e rappresentano una forza (intellettuale e manuale ) utile alla città.
La politica è Dialogo, come applicazione dei valori e delle idee della Costituzione italiana nel rispetto di ogni identità personale. Questo non e buonismo, è saper guidare una comunità nel rispetto delle regole e dando a ognuno pari opportunità. Non sarà una passeggiata per nessuno, non è questione di destra e sinistra, la posta in gioco è il livello di civiltà di un Paese.

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    Ma quindi ora che succede? Tutto come prima?