Inceneritore di Parma, rifiuti radioattivi bloccati all’ingresso

Rifiuti radioattivi bloccati all’ingresso dell’inceneritore di Parma. Detta così la notizia suona quasi apocalittica, in realtà si tratterebbe dell’esito dei controlli di routine effettuati nell’impianto di Ugozzolo proprio per evitare la combustione di rifiuti speciali.

Il fatto è avvenuto una decina di giorni fa, e come prima conseguenza va registrata la diffida della Provincia di Parma nei confronti di Iren Ambiente “dal proseguire l’esercizio dell’impianto in difformità alle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale”. Con tanto di ingiunzione a “trasmettere entro dieci giorni dal ricevimento della presente ad Arpa e Provincia di Parma una relazione sulle difformità riscontrate”.

Due mezzi per la raccolta di rifiuti trasportavano infatti materiali che avrebbero fatto registrare valori ben superiori ai limiti posti dal controllo radioattività agli ingressi dell’inceneritore. Sono scattati gli accertamenti, nel frattempo Iren ha comunicato l’anomalia ad Arpa e Ausl e dalla Provincia di Parma è partita la diffida.

Proprio Iren conferma che “è stata seguita la normale prassi attraverso un portale di rilevamento molto sensibile che misura la radioattività dei rifiuti”. Che adesso sono in una sorta di quarantena in attesa degli esami e delle verifiche del caso.

Ma com’è possibile che rifiuti di questo genere siano arrivati all’ingresso del Pai di Ugozzolo? Non è raro, sostengono dalla multiutility, trovare nei cassonetti materiale di questo tipo. Si pensi agli indumenti indossati da chi si è sottoposto ad esami diagnostici radiologici che prevedono isotopi radioattivi. “Abbiamo applicato le regole previste e quel che è avvenuto dimostra che il sistema di controllo funziona”.

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