HomeAttualitàRegione, l’ex consigliere Paolo Nanni patteggia 23 mesi

Regione, l’ex consigliere Paolo Nanni patteggia 23 mesi

Paolo Nanni, capogruppo dell’Idv in Regione Emilia – Romagna nella legislatura 2005-2010, ha patteggiato la pena a 23 mesi davanti al gip Andrea Scarpa. Era accusato di peculato per 277mila euro di fondi erogati dalla Regione (sui circa 450 mila assegnati al gruppo) spesi, secondo la pm Antonella Scandellari, in modo improprio e certificati da capogruppo di se stesso.

È stata condannata con rito abbreviato anche la figlia, Olimpia Nanni, che era sua segretaria: per lei la pm aveva chiesto una pena di 15 mesi, aumentata dal giudice in un anno e mezzo. Per entrambi, pena sospesa. “Faremo appello”, ha dichiarato l’avvocato Fabio Chiarini, che assiste la donna. “Così facevano tutti ma alla fine l’unico a pagare per la passata legislatura sono stato solo io e addirittura mia figlia” è il commento a caldo di Paolo Nanni coi difensori.

Alla domanda se Paolo Nanni intenda risarcire la Regione, il suo legale Armando D’Apote ha sostanzialmente detto che da parte dell’ex consigliere c’è questa disponibilità, ma non sulla base della cifra contestata dalla Procura: “Nessuno ci ha chiesto niente ma alcune voci gridano vendetta, come i 40 mila euro spesi alla buvette che dimostrano che era in Regione a lavorare. In ogni caso occorre rifare i conti sulla base dell’attuale normativa: se si rifanno con quello che è effettivamente dovuto non credo che ci sia la minima difficoltà”. La contestazione di 277mila euro è, per la difesa, “assurda”. A chi gli ha chiesto le ragioni della scelta del patteggiamento, il legale ha risposto: “Sono convinto che il reato rispetto a piccole cose ci sia, ma trovo scandaloso il conto fatto”. L’ex consigliere regionale, come ha scritto al giudice chiedendo il patteggiamento, rivendica di non essersi arricchito e ritiene quelle spese legittime.

La Regione non era costituita in giudizio e neppure rappresentata come parte offesa. Da viale Aldo Moro è arrivata una nota firmata dall’avvocato Mariano Rossetti per dire che “anche in questo caso, tenendo conto delle motivazioni delle sentenze, la Regione intraprenderà le azioni risarcitorie conseguenti, e ciò con l’indispensabile coordinamento con la Corte dei Conti”.

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