HomeAttualitàQualità dell’aria, in Emilia-Romagna il 2015 è già da incubo

Qualità dell’aria, in Emilia-Romagna il 2015 è già da incubo

Luci e ombre per la qualità dell’aria in Emilia-Romagna. E’ quanto emerge dal dossier Mal’Aria di Legambiente. Da un lato, nel 2014 sono calati gli sforamenti dei livelli delle polveri sottili nei capoluoghi regione. D’altro canto, l’inizio del 2015 fa registrare una preoccupante inversione di tendenza.

Nel 2014 cinque capoluoghi su dieci (Forlì e Cesena distinte) sono riusciti a restare sotto le 35 giornate di sforamento dei limiti di pm10. Le città “virtuose” sono Cesena (15), Forlì (19), Bologna (23), Ravenna (27) e Ferrara (33). Pagella negativa invece per Modena (36 giornate oltre i limiti), Piacenza (38), Reggio Emilia (50), Rimini (52) e Parma (61).

Legambiente Emilia-Romagna ha stilato questa classifica prendendo come riferimento la centralina peggiore (quella che ha registrato il maggior numero di superamenti nel corso dell’anno) presente nella città, a partire dai dati disponibili sul sito di Arpa Emilia-Romagna. Per tutte le città si tratta di un dimezzamento rispetto ai valori riferiti al 2009 (per esempio: a Bologna quell’anno le giornate oltre i limiti furono 50), con l’eccezione di Parma che non è migliorata affatto.

Per Legambiente, comunque, le performance del 2014 sono “dovute principalmente alle favorevoli condizioni climatiche”. Non è quindi il caso di entusiasmarsi, i miglioramenti non dipendono da politiche virtuose messe in atto dalle amministrazioni, i cui tempi di reale incidenza sulla situazione ambientale sono del resto a lungo termine.

I primi dati di gennaio sono infatti allarmanti. Tutte le città (salvo Cesena, 6) hanno già superato i dieci sforamenti, di fatto un terzo di quelli disponibili per tutto il 2015. Le cifre peggiori ancora una volta a Parma (20), seguita da Reggio (15) e Ferrara (14).

Per questo Legambiente suona l’allarme e si rivolge alle istituzioni locali, a partire dalla Regione: “E’ indispensabile che riprenda immediatamente in mano il Pair 2020 – il piano per la qualità dell’aria – e ne acceleri l’approvazione, evitando di dimenticarlo in un cassetto. E’ fondamentale che trovino al più presto attuazione le misure contenute nel piano, e siano coordinate con politiche di promozione della mobilità pubblica su ferro con attenzione all’intermodalità, delle aree pedonali e delle ztl, oltre che della mobilità ciclabile”.

Serve anche – aggiunge l’associazione – maggiore spinta verso la riqualificazione urbana, con meccanismi che favoriscano l’efficientamento energetico degli edifici delle nostre città. Tutte azioni che potrebbero essere finanziate dirottando gli investimenti previsti per nuove strade ed autostrade, come il passante Nord di Bologna o la Cispadana”.

A Parma, la maglia nera della Regione, l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli ha ipotizzato misure d’emergenza, come il blocco del traffico a oltranza per i veicoli più inquinanti finché perdureranno gli sforamenti consecutivi (almeno per quattro giorni di seguito). I commercianti sono già sul piede di guerra, ma una soluzione andrà trovata e in tempi brevi.

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