HomeAttualità“Piazza pulita” perde un pezzo: assolto Vito Prato dall’estorsione

“Piazza pulita” perde un pezzo: assolto Vito Prato dall’estorsione

"Piazza pulita" perde un pezzo: assolto Vito Prato dall'estorsione“Piazza Pulita”, molto pulita, pure troppo. L’inchiestone che da anni spazza la montagna reggiana in lungo e in largo (coinvolgendo semplici cittadini ma anche professionisti e uomini pubblici) e che si ramifica in diversi tronconi processuali (per lo più inerenti la droga) non sempre va a buon fine. Stando almeno alle tesi accusatorie. E’ il caso del 34enne Vito Prato originario di Isola Capo Rizzuto ma residente a Castelnovo Monti, finito dentro due tronconi dell’inchiesta “Piazza pulita” appunto dal caso-madre dell’accusa di estorsione terminata per lui con un’assoluzione per non aver commesso il fatto. Qui se c’è uno che esce “pulito” (almeno in questo processo, va detto che il Prato è stato condannato a 1 anno e 4 mesi per droga, pena sospesa) è appunto l’imputato.

A dare rilievo alla vicenda i legali del 34enne Giovanni Tarquini e Luca Mistrorigo. La sentenza di primo grado è di mercoledì 26 giugno; i fatti si riferiscono a una estorsione che, secondo il pm Maria Rita Pantani, il Prato, assieme al socio in affari Antonio Loprete ed al fratello Carmine, avrebbe intentato nei confronti di un debitore per via di due cambiali protestate e non onorate. Sostanzialmente il nostro era finito nella spirale accusatoria per il semplice fatto di essere socio del Loprete. La vicenda giudiziaria va però oltre il dato dell’assoluzione.

E afferisce la sofferenza, affettiva, psicologica e economica che Vito Prato ha dovuto subire. Le banche hanno letteralmente chiuso i rubinetti e pure congelato i conti correnti delle sue due società di costruzione e compravendita immobiliari “La nuova residenza immobiliare” e “Eurocasa snc” che operavano con successo e senza problemi specialmente sul nostro crinale appenninico. Almeno fino a ieri; fino a quando cioè il giovane calabrese è finito prima sotto inchiesta, poi sotto processo. Perdendo sostanzialmente tutto. Costretto ad emigrare in Toscana per rifarsi una dignità professionale.

L’inchiesta “Piazza pulita” dicevamo agita da anni le notti della montagna reggiana pendendo come spada di Damocle sulla credibilità relazionale di un intero territorio; tra mosse e contromosse legali, non si contano i colpi di scena. Tra l’immagine di una fetta della provincia dedita a cocaina e orge bestiali e quella di un territorio dedito alla sola transumanza, la verità probabilmente (come quasi sempre) sta nel mezzo.

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