Operazione “chirurgica” alla Manodori: il primario Romano Sassatelli è il nuovo Presidente

Romano Sassatelli

Romano Sassatelli è il nuovo presidente della Fondazione Manodori. Medico, Direttore della struttura di Gastroenterologia Endoscopia Digestiva aziendale dell’Ausl-Irccs di Reggio Emilia, già componente del comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità e presidente di società scientifiche nazionali, fa parte di numerose gruppi di studio e ricerca ed ha al suo attivo docenze specifiche.

Il nuovo consiglio generale dell’ente si è riunito oggi per la prima volta e ha eletto il presidente all’unanimità scegliendo tra i propri membri. Sassatelli era già componente del precedente consiglio generale ed è entrato a far parte del nuovo per nomina diretta della Fondazione Manodori. Il presidente resterà in carica per quattro anni.

Il consiglio generale, organo d’indirizzo dell’ente, è ora formato da Daniele Cottafavi e Celestina Tinelli, designati dal Comune di Reggio Emilia, Anna Colombini e Marco Incerti Zambelli, designati dalla Provincia di Reggio Emilia, Ivan Lusetti e Paolo Pignoli, designati dalla Camera di Commercio, Alessandro Munari, designato dall’Ordine dei Medici e Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Reggio Emilia, sentita l’Ausl di Reggio Emilia, Leonello Guidetti, designato dalla Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, Enea Burani, designato dal Forum del Terzo Settore, dal Centro Servizi per il Volontariato e dal Forum delle associazioni Familiari di Reggio Emilia, Giuliano Tagliavini, designato dal Cis-Scuola aziendale di formazione superiore di Reggio Emilia, sentiti Fondazione Enaip ‘Don Gianfranco Magnani’ e Centro di formazione professionale ‘Alberto Simonini’ di Reggio Emilia, Luigi Grasselli, designato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, Diego Noci nominato dal Consiglio Generale della Fondazione Manodori.

Gianni Borghi, presidente uscente dopo un mandato di dieci anni, ha fatto gli auguri per un buon lavoro al nuovo presidente e al consiglio e ha espresso “il proprio ringraziamento a tutti gli enti, le istituzioni, le associazioni e ai consiglieri uscenti con cui si è operato in questi anni per mettere in campo progetti ed iniziative a favore della nostra comunità. Auspico – ha detto Borghi – che il lavoro fatto insieme abbia avuto ed abbia una forte ricaduta sociale per lo sviluppo e il benessere del territorio reggiano”.

Il presidente Sassatelli e il consiglio generale continueranno questo percorso con uno spirito di responsabilità e collegialità.

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One Response to Operazione “chirurgica” alla Manodori: il primario Romano Sassatelli è il nuovo Presidente

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    Romano Sassatelli 6 Luglio 2019 at 07:42

    Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata e per il consenso unanime con il quale mi è stato affidato questo incarico, che ho accettato soprattutto con la consapevolezza di poter contare sull’appoggio e sul supporto degli altri consiglieri per affrontare l’impegno che ci aspetta.

    Il cammino fatto nel corso della precedente Presidenza, che ho vissuto come Consigliere, è stato contraddistinto da un’ampia condivisione, in particolare sui temi strategici e di rilievo della vita della Fondazione Manodori.

    Proseguiremo questo percorso tracciato, con l’obiettivo di garantire un sostegno alle tante realtà del nostro territorio che intervengono, come noi, per il bene comune.

    Collaborazione e trasparenza sono e saranno i tratti salienti di una governance che ha potuto in passato e potrà in futuro valorizzare una rete di competenze diverse e specifiche per i settori d’intervento della Manodori.

    Lo stile della Fondazione continuerà ad essere connotato da un esercizio costante di coinvolgimento ed apertura anche rispetto all’esterno, ai nostri interlocutori, agli enti, le istituzioni, le associazioni e a tutti gli operatori e i cittadini che hanno parte nei progetti che la Fondazione promuove o finanzia.

    Come è noto il nostro ente non si limita più ad erogare contributi, per quanto utili, ma si pone come interlocutore attivo per collaborare a risolvere situazioni, a prevenire difficoltà e a condividere progettualità che riguardano l’intera comunità.

    Un caso emblematico di questo nuovo orientamento è il bando WelCom, nato da una chiamata di idee per tutto il territorio e realizzato con laboratori ad ampia partecipazione, che sono arrivati a definire progetti realizzati da un rete di soggetti pubblici e privati.

    Coinvolgere, fare rete sono ormai imperativi irrinunciabili per ottenere risultati a forte ricaduta sociale e per ottimizzare le risorse.

    Anche il bando Cresco nasce dalla propensione all’ascolto e dall’attenzione alle situazioni di fragilità diffuse. Proposto per la prima volta due anni fa, sta già ottenendo risultati di grande valore per il nostro territorio, come la ristrutturazione della Biblioteca dei Canonici.

    Sono tanti i progetti, piccoli e grandi, che in questi ultimi anni hanno concorso a migliorare la vita nella nostra provincia e a stimolare, ci auguriamo, un nuovo welfare. Penso alla nascita della prima cooperativa di comunità urbana di Reggio Emilia, al sostegno alle mense cittadine, più che mai attive in seguito alla pesante crisi economica e finanziaria che abbiamo attraversato, all’aggiornamento tecnologico dei presidi ospedalieri, agli interventi mirati per la scuola e l’educazione. Non ultimi, l’adesione al Fondo nazionale per la povertà educativa, all’attivazione di un nuovo corso di laurea in Digital Marketing.

    Di particolare rilevanza per la nostra comunità è l’avvio dei lavori per il nuovo polo universitario presso il seminario vescovile, a cui la Fondazione continuerà con profonda convinzione ad aderire, affiancandosi agli altri enti e alle realtà del pubblico e del privato.

    Mi sono chiesto, in questi giorni, quale sia il contributo che un professionista attivo, quale io sono e resterò, possa dare a questo importante Ente.

    Credo che sia quello di prendersi cura della comunità in modo più ampio portando la capacità di fare lavorare insieme le persone, dialogando, delegando e verificando.

    Ringrazio la mia famiglia, che accetta insieme a me questo importante impegno; senza il suo supporto non sarei in grado di affrontarlo

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