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No Tar, no party

Signori si continua a non ballare, no Tar, no party. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha infatti respinto la richiesta di sospensione cautelare urgente avanzata anche dal Silb, il sindacato dei locali da ballo dell’Emilia Romagna contro l’ultima ordinanza del Governo, che sigillava le discoteche, appena riabilitate al lavoro almeno quelle all’aria aperta. In attesa del pronunciamento finale del 9 settembre quando comunque il Governo si sarà già probabilmente ripronunciato sul caso. Lo stop nazionale alle disco vale per ora fino al 7 settembre. Piste deserte dunque e amplificatori silenti, ma soprattutto decine di migliaia di posti di lavoro messi seriamente a rischio perché da una parte c’è lo stop, dall’altra però nessun aiuto economico al momento previsto. Se non promesse di interventi futuri.

Ma il futuro della burocrazia non vale per il presente di chi, dopo un lungo lockdown, aveva timidamente riaperto i battenti, si calcola comunque non oltre il 10% dei circa 3500 locali presenti. La movida subisce così un duro colpo anche se inferto dopo il 15 agosto; a rafforzare le certezze degli stoppisti della disco la notizia che arriva in queste ore da province vicine. Quella di una giovane di Fidenza, rientrata da Malta, sottopostasi al tampone e che, senza aspettare il risultato come prevede la Regione, che poi sarebbe stato positivo, si è recata a ballare. Ed ora dalle Ausl di Parma e Piacenza arriva l’invito ad almeno 200 persone a procedere ai test per il coronavirus

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