HomeAttualitàNessun ferito tra gli emiliani a Parigi. Rinforzata la vigilanza in regione

Nessun ferito tra gli emiliani a Parigi. Rinforzata la vigilanza in regione

Sono molti, almeno qualche centinaio, gli emiliani residenti nella capitale francese colpita da sette attacchi terroristici, principalmente per motivi di studio e lavoro. Tra questi l’imprenditore parmigiano Mauro Del Rio che, insieme alla moglie, ha subito fatto sapere che sono incolumi e sono riusciti a rientrare nel loro albergo. Per oggi, alle 17,30, è in programma un presidio di solidarietà a Bologna – organizzato dal Comune – all’interno del Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio. Questa mattina la bandiera del Comune di Bologna è stata issata a mezz’asta.

Intanto, si torna a parlare delle misure di sicurezza (rinforzate) con cui in Italia, e in Emilia-Romagna, si cerca di contrastare l’attività e il proliferare di gruppi terroristici. A Reggio Emilia, in particolare, la memoria torna alla cellula di terroristi islamisti scoperta e sgominata nel novembre del 2007, nel corso dell’operazione “Rinascita” dei carabinieri del Ros, coordinata dalla procura di Milano. Il tunisino Ben Nasr Mehdi, poi condannato a sette anni di reclusione dopo quel blitz, e ritenuto l’elemento di spicco di una rete jihadista, che si occupava di inviare combattenti in Iraq, via Siria, e in Afghanistan, aveva tentato proprio pochi giorni fa di rientrare in Italia.

Il terrorista, che diceva di chiamarsi Mohameds Ben Nasr, approdato a Lampedusa aveva detto che voleva andare nel Nord Europa, dove avrebbe dei parenti, ma non è possibile escludere che tentasse di tornare a Reggio. L’uomo è stato trattenuto dalla polizia, che ha scoperto infine la sua vera identità grazie al sistema automatizzato di controllo delle impronte digitali. In tempi rapidissimi, senza che la notizia fosse trapelata all’esterno, il tunisino è stato espulso e rimandato nel suo Paese, dove è stato preso in consegna dalle autorità locali, che da anni stanno combattendo una dura lotta contro il jihadismo.

Ben Nasr Mehdi, che abitava a Reggio in via Ferravilla, faceva parte di una rete di quattro tunisini arrestati nel novembre 2004 tra Reggio, Codemondo e Cavriago. Dopo pochi mesi, nell’aprile 2008, anche il cugino Nasr Murad, che faceva il muratore a Novellara, finì in manette con l’accusa di essere un complice. Al termine del processo Mehdi venne condannato a 7 anni, mentre il connazionale Meftah Belhaj Chaouwki, che abitava a Reggio in via Liguria, considerato un aspirante kamikaze in partenza per l’Iraq o l’Afghanistan, rimediò 5 anni.

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