HomeAttualitàModena, la Cpl Concordia ricorre al Tar e chiede i danni

Modena, la Cpl Concordia ricorre al Tar e chiede i danni

Esclusione dalla white list, rescissione di contratti pubblici, posti di lavoro a rischio. Ora la cooperativa Cpl Concordia passa al contrattacco e prova a ricorrere al Tar.

La decisione dei nuovi vertici societari è arrivata dopo la constatazione che proprio l’esclusione dalla white list per la ricostruzione post sisma rischia di essere letale, le richieste di sospensiva o addirittura rescissione dei contratti pubblici continuano ad arrivare in sede e forti contraccolpi occupazionali sono ormai un rischio concreto.

Cpl Concordia – si legge in una nota della coop – ricorrerà al Tar contro i committenti pubblici che hanno già risolto i contratti in essere prima della conclusione del procedimento che il prefetto di Modena ha avviato per l’applicazione delle misure di straordinaria gestione e monitoraggio previste dal dl 90 del 2014 (commissariamento degli appalti, ndr). Come infatti riportato dalle linee guida Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) del 27 gennaio, le stazioni appaltanti potranno decidere riguardo alla sorte del contratto solo a seguito del provvedimento del Prefetto in ordine alle sopracitate misure. Vista la decisione di alcuni enti, fra i quali il Gruppo Hera e la Regione Emilia-Romagna, di recedere dai contratti senza attendere la conclusione del procedimento demandato al Prefetto di Modena, Cpl ricorrerà al Tar per richiedere di ripristinare l’efficacia dei contratti illegittimamente risolti e per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Cpl intende adottare la stessa linea di condotta nei confronti di tutti i committenti che non si attenessero alle disposizioni Anac-Ministero dell’Interno”.

POSTI DI LAVORO A RISCHIO
“Dopo l’incontro tra il nuovo Cda di Cpl, Legacoop e le organizzazioni sindacali – si legge ancora in una nota sindacale – per confrontarsi sulla procedura di cassa integrazione per 120 addetti, si è svolta anche l’assemblea con i lavoratori. Erano presenti circa 300 persone, e i rappresentanti dei sindacati Fiom, Fillea, Filctem Cgil, Fim e Filca Cisl. L’ammortizzatore sociale per 120 addetti potrebbe essere solo il primo provvedimento, ed è alto il rischio che si estenda ad altre centinaia di lavoratori se non si trovano soluzioni che permettano la continuità produttiva e di servizio dell’impresa”. Lavoratori e sindacati ritengono che il commissariamento degli appalti “sia un utile strumento per gestire questa difficile fase” e ripongono “grandi aspettative sulla possibilità di individuare soluzioni gestionali che consentano la continuità di Cpl” dall’incontro tra Di Bari e Cantone. In ultimo viene chiesta “la costituzione a breve di un tavolo di crisi a livello regionale che permetta di trovare soluzioni organizzative per mantenere sui cantieri il massimo dell’occupazione, mentre, per i lavoratori non occupati, individuare gli ammortizzatori sociali più idonei a garantire il reddito”.

Sul fronte giudiziario, invece, va registrato l’arrivo di Roberto Casari a Modena dove sarà interrogato dal giudice Romito. Ieri, invece, il pool della procura ha interrogato per la prima volta Francesco Simone.

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