HomeAttualitàMannaggia al maneggio: il caso del galoppatoio abusivo di Cella costerà 175mila euro

Mannaggia al maneggio: il caso del galoppatoio abusivo di Cella costerà 175mila euro

E’ tempo di record per le irregolarità a danno della pubblica amministrazione. Dopo gli 8 anni di Ici e Imu non pagate dalla Main Real Estate di Antonio Rizzo (oltre 950mila euro di danno per le casse comunali), è la volta dell’indistruttibile maneggio abusivo dei Brescia (Brecogen) a Villa Cella: a 19 anni di distanza dalla segnalazione del primo abuso (a quei tempi l’area agricola era usata per un deposito non autorizzato di materiale edile, poi arrivarono cavalli e cavalieri), la situazione sta per essere sanata. Incredibile ma vero, il conto in un primo momento lo pagheremo noi cittadini: ben 175mila euro. La somma verrà poi chiesta alla azienda responsabile dell’abuso, la Brecogen, ditta degli imprenditori edili cutresi Pasquale, Luigi e Francesco Brescia (Pasquale è l’autore della famosa lettera dal carcere al sindaco Vecchi).

Una storia a dir poco fantastica, quella del maneggio abusivo di via Croci a Cella: è possibile ricostruirla grazie alla memoria che il comune ha depositato al Tar in uno dei numerosi scontri con la Brecogen per risolvere il problema del maneggio. Era il 30 maggio 1998 quando una nota della polizia municipale segnalava su quel terreno un deposito di materiali edili: tutto abusivo. Erano presenti baracche, tettoie, container. E’ rimasto tutto al suo posto fino al 2000, quando un sopralluogo di un tecnico comunale trovò la situazione addirittura peggiorata: sul terreno agricolo era aumentato il materiale edile stoccato, c’era pure una tettoia in più.
Il 16 novembre 2000 arriva a Pasquale Brescia l’intimazione del ripristino dei luoghi. L’azienda, dopo aver chiesto un permesso temporaneo, fa finta di accogliere la richiesta per spostare tutto il materiale nella sede dell’azienda a Cavriago. Ma il 31 marzo 2003 un nuovo accesso di un tecnico comunale rilevava il “persistere dei materiali”. La memoria del Comune di Reggio fa un salto al 2011: la ditta dei Brescia chiede un permesso temporaneo per regolarizzare la presenza di strutture non autorizzate sul terreno. Il servizio edilizia decide a questo punto di fare un nuovo sopralluogo: è il 12 gennaio 2012 e sul terreno vengono trovate diverse strutture abusive. C’è un deposito in legno che serve alle attrezzature del maneggio ed infermeria. Ci sono i box per i cavalli. C’è una casetta in legno adibita a deposito finimenti e selleria.
C’è un ricovero foraggi. Ci sono tre piste di allenamento per i cavalli. E ci sono piccoli box e ripostigli per attrezzature varie. I tecnici comunali descrivono una tipica lottizzazione abusiva. La memoria del servizio legale del Municipio rileva che “tale complessa attività, vietata nell’area in oggetto, avrebbe in astratto necessitato dell’approvazione di un Piano Particolareggiato, ovviamente mai autorizzato”. Era il 20 dicembre 2012 quando il dirigente del servizio edilizia comunicava alla Brecogen che l’abuso, non sanato, sarebbe stato oggetto di demolizione e ripristino da parte del comune. La legge prevedeva infatti che il terreno passasse di proprietà al Municipio: i fabbricati abusivi sono stati consegnati al Comune il 15 aprile 2016. E’ seguito un lungo braccio di ferro tra la società di costruzioni e il comune. Ora finalmente l’area è di proprietà pubblica e le ruspe possono fare il loro mestiere.

E’ storia di questi giorni: il 20 settembre la Giunta comunale approva “nell’importo complessivo di euro 175mila Iva compresa, la valutazione tecnico- economica dei lavori di ripristino d’ufficio delle opere di lottizzazione abusiva in località Villa Cella – Via Croci in Reggio Emilia”; lo stesso documento dà il via libera alla “attivazione delle procedure di recupero di quanto anticipato verso i soggetti inadempienti”.

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