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Maltempo 2013-2015, risarcimenti inferiori ai danni

Saranno inferiori alle attese – e soprattutto all’entità dei danni subiti – i risarcimenti ai privati per le ondate di maltempo esteso a tutte le province dell’Emilia-Romagna nella primavera del 2013 e successivamente fra dicembre 2013 e marzo 2014, quando in diverse occasioni furono colpiti i territori di Bologna, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini. A febbraio 2015 nevicate, dissesti e mareggiate, a ottobre 2014 e settembre 2015 piogge eccezionali avevano interessato Parma e Piacenza.
Di fronte a questi eventi calamitosi la Regione Emilia-Romagna consente di presentare, fino al 29 settembre prossimo, le domande di rimborso, accompagnate da relativa perizia asseverata, per i danni subiti dai privati e già segnalati nelle ricognizioni successive a ciascun evento. A disposizione, per l’intero territorio emiliano-romagnolo, ci sono 45 milioni di euro.

La cifra stanziata è però assai inferiore alle necessità: sono stati segnalati danni per 90 milioni di euro per prime e seconde case, mentre toccano quota 78 milioni quelli alle imprese. La provincia dove il maltempo ha avuto le conseguenze più rilevanti è Parma, con 72,8 milioni di euro di danni, individuati sulla base di circa 1.300 segnalazioni: 1.148 relative a beni di privati (43 milioni) e 146 alle imprese (oltre 30 milioni). Seguono Piacenza, con danni per 29,8 milioni; Modena, con 19,1 milioni e Forlì-Cesena, con 14,8. Infine Ravenna (10,7), Reggio (8,5), Rimini (8 milioni), Bologna (4,7). A chiudere la graduatoria, Ferrara, che ha subito danni per 519 mila euro.

Per quanto riguarda le abitazioni danneggiate, gli indennizzi saranno riconosciuti fino a un massimo di 150mila euro. Il tetto salirà a 187,5 per le case distrutte o da delocalizzare, destinate ad abitazioni principali del proprietario alla data dell’evento, con l’aggiunta di 10 mila euro una tantum per le demolizioni, se necessarie. I beni mobili non registrati come arredi o elettrodomestici, situati in abitazioni distrutte o allagate, saranno risarciti fino a 1.500 euro. Nei prossimi 40 giorni i cittadini interessati potranno avanzare l’istanza di contributo al Comune, nel cui territorio si trovano l’immobile o i beni interessati.
Entro il mese di ottobre i municipi dovranno ultimare l’istruttoria e i controlli sulle domande pervenute, quindi la Regione definirà il rimborso massimo concedibile per ciascuna richiesta sulla base delle risorse disponibili: per le abitazioni principali sarà riconosciuto fino all’80% del valore minimo tra quello comunicato in fase di prima ricognizione dei danni, nelle settimane successive all’evento emergenziale, e quello indicato nella perizia asseverata; per le seconde case sarà fino al 50%. Ultimata l’attività regionale, la proposta sull’ammontare dei risarcimenti verrà trasmessa al Dipartimento nazionale di protezione civile per la successiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri.
I rimborsi saranno liquidati entro la fine dell’anno: verranno depositati su appositi conti correnti nominativi di futura attivazione presso istituti di credito convenzionati.
Diverso invece il percorso per i danni alle attività produttive, i cui rimborsi sono disciplinati dall’ordinanza pubblicata in Gazzetta Ufficiale e seguiranno un iter più complesso destinato a concludersi nel 2017.

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