HomeAttualitàMal d’aria. Servono ulteriori provvedimenti antitraffico

Mal d’aria. Servono ulteriori provvedimenti antitraffico

ltrafficoNei giorni in cui anche in Emilia Romagna iniziano i provvedimenti antismog, arriva una notizia che taglia la testa al toro delle polemiche sulla effettiva bontà dei provvedimenti messi in campo dalle amministrazioni per limitare il traffico automobilistico. L’inquinamento dell’aria può infatti provocare il cancro. Lo dice la massima autorità oncologica mondiale, lo IARC (International Agency for Research on Cancer) di Lione, l’Agenzia che per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità analizza e classifica agenti e sostanze per la loro capacità di provocare il cancro. L’inquinamento da polveri e sostanze assortite che affligge le nostre città è stato classificato nel gruppo 1, cioè sicuramente cancerogeno per l’uomo: come il cloruro di vinile, la formaldeide, l’amianto, il benzene, le radiazioni ionizzanti. Già lo IARC si era espresso sulla cancerogenicità di alcune sostanze che compongono il classico smog, come il fumo da diesel e il benzopirene. Ma in questo caso è l’intero “cocktail” – formato da combustioni da traffico, riscaldamento e emissioni industriali – ad aver ricevuto la scomoda qualifica. Che avrà sicuramente vaste conseguenze politiche.

Sul fronte dell’inquinamento quasi tutte le città emiliane hanno già sforato il tetto massimo annuo “concesso” ai giorni più inquinati da Pm10 causa traffico, industrie e riscaldamento domestico; dopo la notizia dello Iarc, il dibattito dovrebbe spostarsi sulle misure ulteriori da prendere per tagliare di più lo spostamento veicolare e non viceversa. Purtroppo Reggio, nonostante il record verde e di ciclabili, è tra le realtà messe peggio in Italia sul fronte dell’inquinamento da ozono. Intanto, dicevamo, scattano i primi provvedimenti antismog, destinati a durare fino alla prossima primavera e che sono stati decisi a livello regionale.

Ora si può dire comunque con relativa certezza che almeno dal 3 al 5% dei tumori al polmone derivino da queste esposizioni ambientali. La percentuale apparentemente bassa non inganni: si tratta pur sempre, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, di 223.000 morti in tutto il mondo, a cui vanno aggiunti circa 3 milioni di morti per tutte le altre malattie correlate all’inquinamento dell’aria.

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