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Mal d’Africa

A volte il dolce mal d’Africa ti si può ritorcere contro, virtualmente che oggi significa anche sostanzialmente. Anche l’ex premier ed ex Presidente Ue, Romano Prodi sarebbe stato spiato dallo spyware Pegasus, di fabbricazione israeliana, gente abituata alle brutte arie e dunque altamente sofisticata in certi tipi di programmazione. Finito nella maxi rete di 50mila persone tra politici, avvocati e giornalisti, che potremmo definire i più potenti della terra o quasi.

La spifferata sulla più vasta spy virtual history della storia recente, almeno tra quelle conosciute, arriva da una fonte attendibile quale il Washington Post. Che rivela come il telefonino di Prodi sarebbe stato obiettivo dei servizi segreti marocchini in quanto nel 2012 era inviato speciale Onu nel Sahel, una vasta fascia dell’Africa subsahariana che tocca 13 Paesi africani. Insomma controllando il telefonino di Prodi, chi di illegale dovere, avrebbe avuto conoscenza dei fatti Onu su mezzo Continente nero. O almeno così ipotizzano gli amanti del controspionaggio spinto ai confini della fantapolitica.

E mentre il Governo marocchino annuncia cause legali a tutela dell’immagine del Regno del Marocco ed i presunti osservati contro la loro volontà contro-cause a tutela della loro riservatezza, lo stesso Romano Prodi non si dice sorpreso della notizia anche se vorrebbe sapere chi eventualmente gli si fosse intrufolato nel telefonino. Ed il tè nel deserto resta tinto di giallo

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