Week-end da tutto esaurito ai ritrovati e rinnovati Chiostri di San Pietro con spazi riaperti al pubblico

INAUGURAZIONE CHIOSTRI DI SAN PIETRO
PREVIEW PER LA STAMPA

Due nuovi “cimeli” del centro storico sono stati restituiti al tesoro pubblico di Reggio Emilia: i Chiostri di San Pietro e il Laboratorio aperto urbano.

E’ incominciata una nuova vita, infatti, per il complesso monumentale cinquecentesco di San Pietro che riaprirà le porte per tutta la comunità da sabato 23 marzo dopo un importante intervento di recupero e valorizzazione. Impiantistica, nuovi infissi, porte in ottone brunito, pavimentazioni realizzate ex novo con pianelle in cotto fatte a mano, nuovi servizi igienici e spogliatoi, nuovi percorsi di accesso per superare le barriere architettoniche, ascensore compreso, fanno parte del nuovo spazio riqualificato dei Chiostri di San Pietro. Il complesso del Convento benedettino offre spazi polifunzionali capaci di accogliere eventi culturali temporanei, mostre e spettacoli, essendo poi già sede consolidata di importanti manifestazioni artistiche e culturali di grande importanza per Reggio Emilia, quale il Festival Fotografia Europea. Il futuro dei Chiostri prevede eventi, esposizioni e workshop tra storia, architettura, cultura e innovazione, insieme ad un’installazione multimediale permanente che farà rivivere il passato dell’antico monastero. L’importante intervento di restauro conservativo della parte monumentale dell’antico complesso monastico è stato coordinato da Giulio Romano, offrendo così nuove funzioni e opportunità di socialità e innovazione a favore del territorio.

Come secondo protagonista di nuova apertura è stato presentato, nell’area di pertinenza dell’ex convento, un nuovo corpo di fabbrica, sede del Laboratorio aperto urbano (Lau), la cui costruzione rappresenta un passo importante verso la realizzazione della strategia di sviluppo urbano sostenibile a Reggio, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo e la diffusione del modello reggiano di innovazione sociale. L’edificio prevede spazi per co-working, labspace (dedicati alla sperimentazione di tecnologie e software), per riunioni e momenti di aggregazione e una caffetteria aperta al pubblico, sotto un unico gestore. Le aree cortilive sono state concepite come un nuovo spazio pubblico, attrezzato a giardino aperto, che collega da nord a sud via Emilia San Pietro con viale Monte San Michele.

Tra gli appuntamenti più importanti di sabato si ricordano alle 10.30 l’apertura del Laboratorio aperto urbano; alle 11 l’apertura dei Chiostri di San Pietro e l’installazione multimediale dedicati al complesso e alla storia benedettina; alle 12 il Local Innovation hackaton, una maratona di programmatori ed esperti del web della durata di 24 ore, dedicata a innovazione sociale e reti territoriali; alle 15 Onefest, vetrina di progetti legati al mondo della tecnologia, dell’informatica e dell’elettronica. Si ricorda per domenica, alle 18, lo svolgersi di Hurricane start – #Ampiès evento dedicato a valorizzare e far conoscere alcune start up reggiane.
In occasione dell’apertura sabato 23 e domenica 24 marzo (e nuovamente sabato 30 e domenica 31 marzo) i Chiostri saranno visitabili dalle 10 alle 19 con accesso libero per consentire alla città di ammirare questo spazio a lungo chiuso al pubblico e di partecipare alle iniziative in programma per le giornate inaugurali.
In particolare sarà possibile vedere l’installazione multimediale permanente dedicata ai Chiostri e alla storia benedettina, dalle 10 alle 12.30, durante la visita guidata dai curatori Carlo Baja Guarienti e Roberto Marcuccio.

Alla conferenza stampa di presentazione presso i Chiostri hanno partecipato il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, l’assessora alla Partecipazione, cura dei quartieri e agenda digitale, Valeria Montanari, il dirigente comunale dell’area Competitività e innovazione sociale, Massimo Magnani, la dirigente comunale della Comunicazione e partecipazione, Nicoletta Levi, il progettista, Andrea Zamboni.
“Riconsegniamo alla città un grande valore pubblico, un luogo che i cittadini hanno conosciuto, apprezzato e condiviso – ha affermato il sindaco Luca Vecchi -. Il monastero benedettino diviene ancora di più sede di cultura, socialità e storia, come è già stato in questi anni, insieme però a un’innovazione e sperimentazione sociale, polo di creatività e contemporaneità nel rispetto del bene culturale e artistico di una città aperta all’Europa, al mondo, offrendo il meglio della cultura europea. Tra aprile e settembre i reggiani hanno provato questo luogo, che merita di essere vissuto tutto l’anno. Per la nostra città rappresenta un salto di qualità”.
“E’ un posto che merita rispetto, ha fatto parte della nostra storia – ha concluso l’assessora Valeria Montanari -. Siamo, infatti, grati ai benedettini, che in tempi bui per l’Europa hanno salvato la cultura proprio in luoghi come questi Chiostri. Vogliamo portare in questi edifici non solo innovazione scientifica e cultura in senso lato, ma anche un turismo esperienziale dove i cittadini sono protagonisti”.
L’intervento è stato possibile grazie ad un finanziamento della Regione Emilia-Romagna di 3 milioni di euro e ad un finanziamento comunale pari a 1,2 milioni di euro. In particolare, per riqualificazione e restauro il finanziamento è stato di 2,7 milioni di euro, mentre per la realizzazione del Laboratorio aperto urbano di 1,2 milioni di euro. Il progetto è di Andrea e Maurizio Zamboni dello studio Zamboni associati architettura e responsabile del procedimento è Chiara Testoni del Comune di Reggio Emilia.

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