HomeAttualitàLungo la difficile strada della Democrazia. A volte (ma solo a volte) le apparenze ingannano. Vademecum del buon governo

Lungo la difficile strada della Democrazia. A volte (ma solo a volte) le apparenze ingannano. Vademecum del buon governo

Democrazia: forma di governo in cui il potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità attraverso istituti politici diversi … (dal vocabolario Treccani).
Le definizioni sono molte. Fotografano una situazione statica. Nella realtà gli Stati dove la democrazia oggi è più o meno realizzata sono passati, nel tempo, per vari stadi dove le carenze erano macroscopiche.

Pochi esempi. Nel 1948, quando le Nazioni Unite adottarono la Dichiarazione universale dei diritti umani, milioni di persone vivevano ancora sotto l’egemonia coloniale di paesi formalmente democratici.

La schiavitù non è qualcosa del passato. Si è attenuata e ha cambiato pelle: traffico di esseri umani, sfruttamento del lavoro, sfruttamento dei bambini, sfruttamento sessuale; ci sono più schiavi oggi che in qualsiasi altro momento della storia. Secondo il Global Slavery Index Report gli schiavi nel mondo oggi sono circa 46 milioni. Il 58% degli schiavi è concentrato in 5 Paesi: Cina, India, Pakistan, Bangladesh e Uzbekistan. In Europa circa 1,5 milioni, in Italia intorno a 130.000  in stato di semi-schiavitù.

Diritto di voto. Anno di ammissione del suffragio femminile: Italia, Giappone, e Francia:1945; Grecia: 1951;  Liechtenstein: 1984; Portogallo: 1976.
Neanche una buona Costituzione è garanzia di democrazia.

La Costituzione sovietica del 1936, conosciuta anche come Costituzione di Stalin, istituì il suffragio universale diretto, contemplò nuovi diritti dei lavoratori, riconobbe l’inviolabilità della persona e l’habeas corpus, l’uguaglianza dei sessi. Ma nella realtà tutte le garanzie erano gravemente violate. Nello stesso periodo, e fino al 1939, furono avviate le grandi purghe, vaste repressioni volute da Stalin . Il periodo è ricordato come Grande Terrore: procedimenti giudiziari sommari, false accuse, oltre un milione di condannati a morte. Addio all’habeas corpus!
Aggiungiamo che spesso stati democratici sostengono, all’estero, stati dittatoriali. Gli Stati uniti sono una grande democrazia, ma hanno organizzato o collaborato a colpi di stato in Iran (1953), Guatemala (1954), Grecia (1967-74), Cambogia (1970), Cile (1973), Argentina (1976), e alcuni altri.

La democrazia, come oggi la conosciamo, è stata una conquista graduale, spesso contrastata e tuttora in parte non realizzata.
Consideriamo la nostra Costituzione. E’ molto bella, fu scritta in un periodo in cui le forze politiche lavoravano concordi per il bene del Paese, da poco uscito dagli orrori della guerra e della dittatura. Se tutte le norme che contiene fossero realizzate, vivremmo in un paese quasi perfetto. Ma alcune di esse sono prescrittive e solo parzialmente realizzate.

Partiamo dall’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” e dall’articolo 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.”. Ecco la situazione reale:  nel 2020 oltre un milione di persone è in cerca di lavoro da più di un anno: oltre la metà al Sud; nel secondo trimestre del 2021 la disoccupazione giovanile è stata superiore al 30% . I lavoratori dipendenti a tempo determinato sono circa 2 milioni e 600 mila.

ART. 3. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Ma i ricchi pagano i grandi avvocati e spesso sfuggono alla maglie della giustizia con prescrizioni.

ART. 32. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Ma a volte gli indigenti devono affrontare lunghe code prima di accedere a un esame, mentre i ricchi dispongono di cliniche private.

ART. 37. “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.”
Le stesse retribuzioni spesso sono un sogno.

ART. 53. “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” La progressività e scarsa mentre l’evasione fiscale (dati del 2019) supera gli 80 miliardi di euro.
Naturalmente ci rendiamo conto che è facile segnalare le criticità, ma che il modo per superarle, posto che le forze politiche, economiche e lavorative intendano imboccarla, presume almeno che siano condivisi gli obiettivi.

Dunque la strada per realizzare la piena democrazia è ancora lunga e una struttura economica basata sul libero mercato e sulla globalizzazione non sembra offrire la base per eliminare o almeno ridurre le evidenti carenze di democrazia..

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