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Lavoro e autismo

Edoardo Bigi lavora alla Bucher Hydraulics da oltre un anno e mezzo. Per l’azienda – multinazionale con sede reggiana al Villaggio Crostolo – si occupa della pulizia di lastre e cestelli poi utilizzati dai colleghi per svolgere altre mansioni; aiuta anche nella preparazione del materiale spedito in tutto il mondo. Edoardo è la dimostrazione che il binomio autismo e lavoro non è inconciliabile, al contrario.

Edoardo alla Bucher

Lo sa bene Casa Gioia, che sta portando avanti un importante progetto per inserire ragazzi con disabilità mentale e/o autismo nelle aziende del territorio: come Edoardo, i giovani coinvolti acquisiscono indipendenza, mentre le imprese creano percorsi di responsabilità sociale e beneficiano del contributo dei partecipanti. Gli analisti del comportamento di Casa Gioia – la start up innovativa a vocazione sociale impegnata in attività legate all’educazione e alla formazione basate sulla scienza ABA – agevolano l’inserimento occupazionale dei ragazzi stando al fianco di ognuno di loro e offrendo aiuto nello sviluppo delle competenze.

Prima di cominciare a lavorare alla Bucher, le psicologhe che seguono Edoardo hanno valutato quali fossero le mansioni in cui riusciva bene e che gli piacesse fare. Dopo averle individuate, il ragazzo “si è allenato” sia nel centro di via Gioia che in azienda, sotto la loro supervisione. È molto importante che il compito sia percepito in linea con le attitudini di chi lo svolge: supportato nel racconto della sua esperienza dalla dottoressa Cosima MarsellaC, psicologa, ricercatrice e responsabile educativa di Casa Gioia, oggi Edoardo dice di “apprezzare moltissimo l’ambiente di lavoro” e di “essersi sentito subito parte del gruppo”.

Al momento il giovane svolge un part time su due giorni lavorativi, a settimane alterne tra mattina e pomeriggio. Gli orari sono flessibili, e qualora abbia un imprevisto può cambiare giorno lavorativo o uscire in anticipo. Alla luce degli ottimi risultati che questa esperienza sta dando, presto il suo impegno si intensificherà: andrà in azienda ogni giorno, e alla fine dell’anno verrà assunto a tempo indeterminato. Edoardo non ha dubbi: “Non vedo l’ora di cominciare a tempo pieno”, dice.

Edoardo alla Bucher

Un tassello importante del progetto, messo a punto utilizzando la Scienza del Comportamento Applicata (ABA), è la formazione e il coinvolgimento dello staff e dei dirigenti dell’azienda ospitante, in modo da preparare un terreno accogliente e comprensivo delle peculiarità del ragazzo, condividendo le fasi di inserimento e gli obiettivi da raggiungere. Edoardo racconta di trovarsi benissimo con i colleghi, “sono tutti simpatici e accoglienti”, dice. Con loro ha modo di fare due chiacchiere negli spogliatoi prima o dopo il turno di lavoro e in pausa, mentre beve il suo tè. Quello con cui lavora di più è il suo tutor interno, Mario. Lo descrive come “una persona meravigliosa” ed esprime gratitudine perché gli “ha insegnato il mestiere”. Edoardo consiglia a tutti di intraprendere il suo percorso: “Sono orgoglioso di fare parte dell’azienda”.

Casa Gioia ha scelto di investire sugli affiancamenti lavorativi per dare risposte concrete ai bisogni delle famiglie: “È assai frequente che un ragazzo con disabilità cognitiva anche di grado buono, quindi con una buona interazione sociale, faccia enorme fatica a inserirsi in un contesto lavorativo; la complessità deriva da problematiche legate all’autismo, che spesso rendono alcune situazioni socialmente inaccettabili. Questo è frustrante per lui e per la famiglia”, spiega la presidente di Casa Gioia Stefania Azzali. “Inoltre, riuscire a integrare in modo produttivo e costruttivo un ragazzo con disabilità mentale è un ottimo team building per le aziende, perché mette i lavoratori nella condizione di sentirsi utili e parte di un progetto; viceversa, quando questo percorso non è accompagnato crea malessere da tutte le parti. Il nostro intento è colmare un vuoto”.

Attualmente Casa Gioia sta seguendo vari inserimenti lavorativi in ambienti diversi: non solo aziende, ma anche serre, gastronomie, musei.

Le famiglie che desiderino avere più informazioni su tutti i servizi offerti da Casa Gioia possono telefonare al numero 0522 421037 o scrivere a info@casagioia.org per fissare un appuntamento conoscitivo.

 

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