HomeAttualità“Segnali di ripresa”: fra aprile e giugno 2.000 disoccupati in più

“Segnali di ripresa”: fra aprile e giugno 2.000 disoccupati in più

Brutte notizie sul fronte lavoro in Emilia-Romagna, dopo sei mesi consecutivi di crescita. Secondo l’Istat, nel secondo trimestre 2015 gli occupati sono diminuiti di 7mila unità rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e la disoccupazione è tornata, seppur lievemente, a crescere, passando dal 7,6 al 7,7%, con 2mila disoccupati in più.

Erano sei mesi che l’occupazione faceva registrare sempre dati positivi, salutati da molti come i primi segnali di uscita dalla recessione che dura dal 2008. Ora, in attesa di dati più aggiornati che a livello nazionale danno segnali positivi, tra aprile e giugno l’Emilia-Romagna si trova nella scomoda situazione di essere una delle regioni del Nord dove i dati peggiorano. Niente di allarmante ma, spiega l’Istat, comunque un segnale di rallentamento.

I posti di lavoro, ovvero il numero degli occupati, è così sceso nel giro di un anno da un milione 929mila a un milione 922mila, mentre i disoccupati sono aumentati da 158mila a 160mila, dunque 2mila in più rispetto al secondo trimestre 2014. Piccole variazioni ma, tanto per fare un confronto, nel primo trimestre di quest’anno i posti di lavoro erano aumentati di 20mila unità rispetto a 12 mesi prima, mentre le persone disoccupate scendevano di 14mila. Così il tasso di disoccupazione passa dal 7,6% dell’anno scorso al 7,7% attuale, con un peggioramento che al Nord registrano solo Valle d’Aosta, Trentino Alto-Adige e Friuli.

Forse può consolare il fatto che la disoccupazione era all’8,9% nei primi tre mesi dell’anno (ma l’Istat prende in con siderazione solo le variazioni da un anno all’altro) e anche col paragone col resto d’Italia. L’Emilia-Romagna ha infatti un tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni del 66,9% che è secondo solo al Trentino, contro una media italiana al 56,3%.

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