HomeAttualitàLa Gazzetta torna in edicola (finora quattro giorni di sciopero a singhiozzo) ma i lavoratori sono preoccupati nonostante la vendita

La Gazzetta torna in edicola (finora quattro giorni di sciopero a singhiozzo) ma i lavoratori sono preoccupati nonostante la vendita

Le voci che diventano realtà, il futuro incerto, un passaggio di proprietà con molte incognite e già quattro giornate di sciopero: è il sunto della situazione che si sta vivendo all’interno di alcune redazioni, ormai ex del gruppo Gedi, tra cui anche la Gazzetta di Reggio oltre alla Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara e Il Tirreno. Il nuovo editore è “Sae Srl, rappresentata da Alberto Leonardis”. A nulla sono vale le proteste e gli scioperi dei giornalisti delle testate, fortemente critici nei confronti dell’operazione. Di seguito i comunicati di lavoratori e sindacato

Cdr delle testate dell’Emilia Romagna del Gruppo Gedi: «Forte preoccupazione»:
Il governo apra «un tavolo nazionale sull’annunciata operazione di vendita, considerate le dimensioni e la storia del gruppo ex Finegi-Gedi, l’impatto sociale del piano (123 giornalisti, 40 poligrafici, oltre a fotografi, corrispondenti e collaboratori, con ricadute anche sulle agenzie che raccolgono la pubblicità) e, certamente non ultimo, l’interesse legittimo dei cittadini a ricevere un’informazione di qualità nei rispettivi territori». È la richiesta avanzata dai Comitati di redazione della Nuova Ferrara, della Gazzetta di Reggio e della Gazzetta di Modena al termine del tavolo in videoconferenza in Regione Emilia-Romagna con l’assessore regionale al Lavoro, i rappresentanti di Aser, di Fnsi e del gruppo Gedi-Gnn.
«I rappresentanti del gruppo Gedi-Gnn – spiegano i Cdr in una nota – hanno ribadito la volontà di cedere le quattro testate (oltre alle tre emiliane, Il Tirreno di Livorno) e di accelerare questo percorso per motivi legati ai riflessi sul mercato dell’emergenza sanitaria e alla crisi del settore editoriale. Dai Cdr e dall’Aser-Fnsi è stata espressa la forte preoccupazione per un’operazione marcata dal coinvolgimento di una neo-cordata imprenditoriale che ha un’esperienza nulla o quasi nel settore editoriale, con fondamentali economici assolutamente circoscritti rispetto a quelli del gruppo cedente, e che, da notizie acquisite dalle testate messe in vendita, ha predisposto nei mesi scorsi un business plan che annuncia pesanti tagli sui costi del personale e su altri costi aziendali dei quattro giornali già dal 2021».
«La Regione – aggiungono i Comitati di redazione – ha accolto e rilanciato le preoccupazioni illustrate dai Cdr e ha chiesto ai rappresentanti di Gedi e Gnn di farsi garanti in tempi strettissimi della convocazione di un incontro istituzionale con gli eventuali acquirenti, di fare un nuovo passaggio con la Regione (dove questo tavolo resta aperto) prima dell’eventuale firma di un accordo e ha annunciato che il governo sarà informato di ogni sviluppo acquisito in questa sede istituzionale”. (Ansa)

I Cdr dei giornali locali Gedi: «Posti di lavoro a rischio»:
I Cdr dei giornali locali del gruppo Gedi denunciano – in una nota – una situazione «che mette a rischio posti di lavoro e la tenuta delle testate storiche legate al territorio. Dopo mesi di disinteresse e mancate risposte sul futuro dei nostri giornali – scrivono i Comitati di redazione delle 13 testate locali di Gedi – abbiamo scoperto che la trattativa per la vendita di quattro giornali (Tirreno Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e Nuova Ferrara) era in fase avanzata e potrebbe concludersi in queste ore, senza che l’azienda abbia dato alcuna garanzia sul futuro dei giornali in cessione e sui 163 posti di lavoro coinvolti, senza farsi minimamente da garante della serietà e dei progetti degli acquirenti, ma anzi negando fino all’ultimo che la trattativa fosse in fase avanzata».
I Comitati di redazione denunciamo quindi «come il primo editore italiano tratti i suoi gioielli di famiglia che hanno segnato la storia del giornalismo e dei giornali locali come merce da vendere. Chiediamo azioni di rilancio a tutela del lavoro giornalistico e del diritto dei cittadini a essere informati. La nostra lotta non si ferma», concludono i Comitati di redazione di Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, Mattino di Padova, Corriere delle Alpi, Messaggero Veneto, Piccolo, Tirreno, Nuova Ferrara, Nuova Venezia, Provincia Pavese, Sentinella del Canavese, Tribuna di

Nessun commento

lascia un commento