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La fisarmonica

Una prima metà del 2022 in cui è “proseguita fase espansiva” e aspettative “per i mesi finali dell’anno in corso e gli inizi del prossimo” improntate “alla cautela”.

Così la Banca d’Italia inquadra la situazione economica emiliano-romagnola nel consueto rapporto ‘L’economia dell’Emilia-Romagna Aggiornamento congiunturale’, presentato nella sede bolognese dell’istituto.

“Nei primi sei mesi dell’anno – viene evidenziato – l’economia regionale ha continuato a crescere: l’indicatore trimestrale dell’economia regionale elaborato dalla Banca d’Italia e il cui andamento è in linea con la dinamica del Pil, mostra per l’Emilia-Romagna un aumento tendenziale di circa il 6% un valore poco al di sopra della media nazionale”. In particolare, viene sottolineato, “la dinamica elevata riflette anche il confronto con la prima parte del 2021, quando i livelli di attività erano molto più bassi a causa della pandemia”.
Spostando lo sguardo leggermente in avanti, “in base al quadro degli indicatori congiunturali disponibili, la crescita sarebbe proseguita, sebbene con intensità minore, nel terzo trimestre”.

Quanto alle aspettative delle imprese “per i mesi finali dell’anno in corso e gli inizi del prossimo” argomenta ancora la Banca d’Italia, queste “sono improntate alla cautela, condizionate da fattori di rischio quali i rincari dei beni energetici, l’incertezza sugli sviluppi del conflitto in Ucraina e le difficoltà di approvvigionamento di input produttivi. Le stime di crescita per il 2023 sono state ridimensionate in corso d’anno, risultando appena positive per il complesso del Paese”.
A giudizio di Bankitalia, infine, “l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza continua a rappresentare un elemento cruciale di impulso sia alla domanda sia alla trasformazione digitale ed ecologica del sistema economico”.

(ANSA)

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