La buena educacion: la filosofia interdisciplinare dell’assessorato multideleghe della Curioni

Da Malaguzzi (Loris) a Baldi (Carlo) il passo (non) è breve: d’accordo, vada per “gli asili più belli del mondo” ma piano piano l’infante cresce, diventa giovanetto, si fa adulto, matura e deve svolgere una professione che magari lo metta davanti alle crescenti complessità di una società sempre più connessa e, in senso lato, interconnessa ad ogni angolo del mondo. E allora, oltre al nido e alla materna, la strategia della “paideia” democratica vorrebbe includere anche superiori e università, così tanto per rendere lo scolaro, studente completo e, domani chissà, cittadino del mondo. Ancorato alle proprie radici ma ugualmente autonomo. Un tempo il Pci ti portava dalla culla alla tomba, oggi il Pd al massimo dalla materna all’alloro, quello della laurea.

L’assessore Raffaelle Curioni

Detta così, sa tanto di utopico o di slogan da talk show sotto le immancabili elezioni ma gratta gratta la scorza dell’intento amministrativo, c’è anche tanto di concreto. Quello che ad esempio sta cercando di fare l’assessore Raffaella Curioni, 48 anni, al secondo mandato nel Vecchi-bis, titolare delle deleghe all’Educazione e Conoscenza, Scuola e Università, Giovani e Sport, settori e dimensioni, a ben vedere, filologicamente intrecciati e consequenziali. 

So di non sapere ma “Sapere aude”!: è questo intreccio sia temporale che contenutistico il “tarlo” dell’assessore Curioni, ben consapevole di gestire un importante settore della cosa pubblica reggiana in un Paese che investe solo il 4% nella Formazione rispetto ad una media europea del 12% (recenti dati Censis). Un settore in cui, nonostante il disinteresse generale della politica, si gioca davvero il futuro cognitivo e dunque imprenditoriale delle nuove generazioni. E proprio per questo un “laboratorio locale” (si dice così quando scarseggiano i finanziamenti centrali) che metta sul banco idee nuove e un piano di lavoro che ottimizzi storia e risorse del territorio, è manna dal cielo plumbeo della Ricerca snobbata. “E’ l’Educazione che può rendere migliore la nostra società – dice a 7per24 Raffaella Curioni – più aperta ed accogliente. Io ho cercato da subito, dall’inizio del mio mandato, di dare continuità al lavoro fatto in precedenza da chi aveva i miei stessi compiti e progettare nel settore formativo, che è dimensione d’eccellenza del nostro territorio, un piano di lavoro che coinvolga le scuole dell’obbligo fino all’università”. 
Fra i principali progetti attuati: Patto per l’educazione e la conoscenza ‘Apertamente’, Remixing cities, InfoGiovani ‘Viacassoliuno’, sviluppo dello Studentato universitario nel Campus universitario San Lazzaro, Polo delle Arti, Piano di riduzione delle rette nelle scuole d’infanzia, ‘Reggio 2029. Giovani conversazioni sul futuro’, studenti delle Superiori, esperti e Amministrazione in dialogo sulla città che verrà.

Mens sana in corpore sano: “Educazione ma anche lo sport, due facce della stessa medaglia – dice ancora la Curioni – con al centro la persona nella sua proiezioni di crescita in relazione agli altri. Imparare, migliorarsi, partecipare, confrontarsi, guardare sempre alla prossima meta, lo spirito con cui svolgo il mio impegno verso la comunità”. Così nascono i progetti che intrecciano il coinvolgimento di tutte le scuole, i momenti di confronto coi cittadini e le agevolazioni per che avrebbe il diritto allo studio ma senza le adeguate coperture economiche (sì perché le “sudate carte” sono anche sempre più costose) ed una rinnovata sinergia tra i due enti locali (non sempre perfettamente all’unisono nella storia reggiana, diciamo così), ovvero Comune e Provincia. All’insegna del motto “mens sana in corpore sano” l’assessorato multideleghe della Curioni ha così avviato numerosi progetti che intrecciano attività fisica e intellettuale nelle scuole reggiane e vanno oltre i nudi programmi dell’obbligo.

“Oggi c’è meno competizione dentro la sinistra – afferma l’assessore allargando l’orizzonte alle beghe nazionali – visto il clima politico che si respira. Nonostante la Regione Emilia Romagna abbia saputo fare tanto, l’esito delle urne del 26 gennaio non è scontato. Ben ha fatto Nicola Zingaretti ad annunciare la nascita di un nuovo, più articolato soggetto dopo quella data sempre sulla scia del Pd, esperienza in cui credo molto”. Poi, dopo l’inevitabile bagno di concretezza imposto dall’incombenza elettorale, si torna a volare sulle ali della creatività con l’annuncio di una nuova estate di performance artistiche giovanili, con inevitabile occhio di riguardo all’espressività digitale, agli ex Chiostri di San Domenico (spazio culturale che l’assessore ha voluto rianimare), alla faccia dei tanti cecchini appostati che già cercheranno di prendere la mira.

 

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