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Io sono cultura

E’ stato presentato dalla Fondazione Symbola, il rapporto “Io sono cultura 2021”, che da 11 anni fotografa i numeri del settore produttivo culturale e creativo e i progetti più innovativi, raccontandoli in uno strumento utile per capire concretamente quanto la cultura e la bellezza siano i tratti identitari radicati nella società e nell’economia del nostro Paese e quali possano essere le prospettive di un prossimo futuro ancora ricco di incognite.

In questo contesto, i progetti che la Fondazione Palazzo Magnani ha messo in atto durante il 2020 sono stati citati tra le best practice nel settore Welfare Culturale, l’area delle attività dedicata alla ricerca e allo sviluppo delle relazioni tra arte, salute e benessere.

Insieme alle azioni promosse da alcune tra le più importanti istituzioni nazionali (tra cui Palazzo Strozzi, Palazzo Grassi-Punta della Dogana, Fondazione San Paolo), sono stati portati come casi di eccellenza due progetti che, durante i mesi di lockdown, hanno fatto parte del calendario di eventi virtuali o “a distanza” progettati e attivati dallo staff di Palazzo Magnani: “Opere al telefono”, progetto nato proprio per mantenere vivo e attivo il contatto tra il pubblico e l’arte che, sulla scia delle fiabe raccontate al telefono da Gianni Rodari alla figlia lontana, ha dato la possibilità ai visitatori di “entrare nell’opera” chiacchierando al telefono con gli esperti della Fondazione; “Sguardi riflessi”, attività rivolta alle persone affette da Alzheimer in collaborazione con ASP Città delle Persone che, sperimentando nuove modalità e facendo entrare le riproduzioni delle opere nelle residenze per gli anziani, ha mantenuto vive le relazioni con loro via Skype.

Il direttore Davide Zanichelli dichiara orgoglioso: “I due progetti sono solo alcune delle tante azioni che concorrono a rendere la Fondazione Palazzo Magnani una piattaforma in grado di mettere a disposizione dei differenti pubblici le risorse inesauribili dell’arte e della cultura. La progettazione e la promozione di iniziative che sollecitino autentiche forze di salute per uno sviluppo della persona e della comunità sarà l’orizzonte del lavoro dei prossimi anni”.

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