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Bologna, non c’è pace per le Fiere

C’è anche un dirigente di Bologna Fiere, Antonio Bruzzone, responsabile di Bologna Eventi, tra i manager arrestati dai carabinieri di Torino nell’ambito dell’inchiesta sulle concessioni per l’organizzazione del Salone del Libro. In tutto i carabinieri hanno arrestato quattro esponenti di Fondazione del Libro, GL Events Italia S.p.a., Lingotto Fiere e Bologna Fiere. La Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici di via Michelino. Una tegola pesante, se non altro in termini d’immagine, sul comparto fieristico bolognese che nelle ultime settimane si trova al centro della bufera per la minaccia di licenziamento di 123 dipendenti da parte della nuova dirigenza. Motivi squisitamente economici, che mettono in rilievo la sostenibilità economica dell’ente. Ma la vicenda giudiziaria di un esponente della dirigenza si abbatte su un settore dove i nervi sono già tesisimi.

Oltre a Bruzzone in manette anche Regis Faure, direttore generale di Lingotto Fiere, Roberto Fantino, direttore marketing della società, e Valentino Macri, segretario della Fondazione per il Libro. Per loro l’accusa è di turbativa della gara bandita per la concessione dell’organizzazione del Salone Internazionale del Libro di Torino per il triennio 2016-2018. In particolare, un funzionario della Fondazione del Libro, componente della Commissione giudicatrice, avrebbe veicolato informazioni coperte da segreto all’esterno (fra cui la presentazione di manifestazioni di interesse, l’identità degli interessati, la presentazione delle offerte), a un dirigente di Lingotto Fiere, così da consentire a GL Events di modulare la propria partecipazione alle varie fasi della procedura di gara e contattare uno degli altri partecipanti per concordare la sua uscita di scena.Salone-del-Libro-Torino

Tre degli indagati si trovano in carcere, mentre per il dirigente di Bologna Fiere Bruzzone sono scattati gli arresti domiciliari.
In merito all’inchiesta, il Comune di Bologna, la Regione Emilia-Romagna, la Città Metropolitana di Bologna e la Camera di Commercio di Bologna, soci pubblici dell’ente fieristico, hanno dichiarato congiuntamente con una nota: «Seguiamo con fiducia e rispetto il lavoro della magistratura e auspichiamo che si faccia chiarezza in tempi rapidi nell’interesse della Fiera di Bologna».
«Non giudico una vicenda che non conosco – ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. La magistratura faccia il prima possibile chiarezza. Noi lo diciamo sempre che non guardiamo in faccia a nessuno, l’importante è garantire il massimo della trasparenza, dell’onestà e della sobrietà; è quello che ci muove». La vicenda, secondo Bonaccini, non dovrebbe avere ripercussioni sulla vertenza sindacale di questi giorni in merito ai possibili licenziamenti di 123 lavoratori. Ma di sicuro non contribuirà a rasserenare il clima.

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