Inceneritore: per Cantone, Iren deve a Parma 2 milioni

L’inceneritore di Ugozzolo è “un’opera privata di interesse pubblico”. Pertanto Iren dovrà pagare al Comune di Parma gli oneri di urbanizzazione della realizzazione dell’opera, che non sono stati versati, pari a circa due milioni di euro. E’ quanto ha stabilito l’Autorità nazionale anticorruzione, come si legge in un capitolo della relazione sull’attività svolta nel 2015 dedicato all‘inceneritore di Parma.

All’ente guidato da Raffaele Cantone si erano rivolti già nel 2012 gli avvocati ambientalisti parmigiani Arrigo Allegri e Pietro De Angelis con un esposto. Il polo ambientale integrato (Pai) di Parma è stato oggetto negli anni di numerosi contenziosi tra il Comune di Parma e Iren, che hanno investito sia il giudice amministrativo che il giudice penale e civile, e perfino la Commissione Europea, principalmente in relazione alla natura giuridica dell’opera.
L’impianto infatti, è stato approvato quando l’azienda costruttrice (Enìa) era ancora di fatto in mano pubblica, mentre la sua realizzazione si è concretizzata quando Iren si era già trasformata in spa e quotata in Borsa. Si è pertanto dibattuto, in particolare, sull’evenienza che il Pai fosse da inquadrare come una iniziativa privata per la realizzazione di opere di pubblica utilità, ovvero come un’opera pubblica.
Le implicazioni di natura giuridico economica – sottolinea l’Anacsono ben diverse a seconda dell’una o dell’altra ipotesi e ciò sia con riferimento alla proprietà dell’opera stessa che in relazione agli eventuali oneri di costruzione il cui omesso pagamento costituirebbe danno all’erario”.

L’authority dunque ritiene l’inceneritore un’opera privata, ma emette anche un’altra disposizione. La convenzione di affidamento del servizio integrato di gestione dei rifiuti ad Iren è a tutti gli effetti scaduta (nel dicembre 2014), stabilisce l’Anac, quindi l’agenzia regionale competente, cioè Atersir, è sollecitata a procedere tempestivamente con l’indizione di una nuova gara pubblica per l’affidamento.
Nella gara, oggi in fase di istruttoria, Atersir dovrà inoltre tenere conto della situazione di Iren che, in quanto proprietaria di impianti di provenienza pubblica ereditati da Enìa, potrebbe avere una posizione di vantaggio rispetto ad altri concorrenti.
Della vicenda degli oneri di urbanizzazione dell’inceneritore di Parma potrebbero ora occuparsi anche la  Procura della Repubblica ducale e la Procura regionale della Corte dei Conti. L’autorità anticorruzione infatti, terminata l’istruttoria sul caso che le è stato sottoposto nel 2012 con un esposto, ha deciso di trasmettere gli atti alle due procure “per i profili di competenza”.
Secondo l’ente guidato da Raffaele Cantone infatti, essendo l’inceneritore un’opera “privata di interesse pubblico”, l’omesso pagamento degli oneri di costruzione potrebbe costituire un danno all’erario.

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