HomeAttualitàInceneritore, il Tar di Parma dà ragione a Iren

Inceneritore, il Tar di Parma dà ragione a Iren

Sull’inceneritore il Tar di Parma ha detto oggi una parola praticamente definitiva. E ha dato ragione a Iren, accogliendo il ricorso della multiutility contro Comune e Provincia per l’annullamento del provvedimento con cui il municipio l’estate scorsa decretava come irricevibile la segnalazione di inizio attività dell’impianto, respingendo anche il certificato di agibilità edilizia.

Iren chiedeva anche l’annullamento anche dei provvedimenti della Provincia, che aveva subordinato il nulla osta all’avvio dell’esercizio provvisorio dell’impianto al certificato di agibilità, e aveva intimato lo stop dell’attività di incenerimento rifiuti che aveva portato Iren a bloccare l’inceneritore a luglio. Tutte richieste che il Tribunale ha accolto, ravvisando, come già aveva fatto nel primo provvedimento cautelare, la “contraddittorietà” degli atti dell’ amministrazione, che da una parte si era dichiarata incompetente a pronunciarsi sull’agibilità e sull’inizio attività, scaricando la responsabilità sulla Provincia, ma allo stesso tempo si era espressa sulla decadenza del titolo edilizio, che secondo il Comune era scaduto.

Oltre a comminargli duemila euro di spese legali, il Tar ha anche “schiaffeggiato” il Comune sul fronte delle competenze. In merito a una relazione relativa all’agibilità, il tribunale sostiene che la guida politica dell’ente si sarebbe avventurata su un terreno puramente tecnico non di sua competenza. I giudici parlano di “dubbia natura dell’atto in questione, in quanto non proveniente dalla dirigenza comunale ma dall’organo politico“. Inoltre “la pacifica natura privata, ancorché di interesse pubblico, dell’opera in questione, esclude in radice la necessità del collaudo in luogo della certificazione di agibilità”.

Per il fermo imposto dalle decisioni ora sconfessate dal Tar, Iren aveva ipotizzato un danno di 200-250 mila euro al giorno per 28 giorni: circa sette milioni di euro.

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