HomeAttualitàRivoluzione digitale in Regione: più servizi e stop alla carta

Rivoluzione digitale in Regione: più servizi e stop alla carta

Uso più avanzato del digitale e delle nuove tecnologie, dematerializzazione, dati e documenti trasferiti su cloud – la nuvola di memoria nel web che non richiede supporti fisici – e quindi la postazione di lavoro attivabile ovunque collegandosi in Rete. Obiettivi: più collaborazione fra i dipendenti, con la socializzazione di obiettivi e progetti, e una maggiore efficacia per i soggetti interni ed esterni (cittadini e imprese) collegati al sistema regionale, cui le risposte potranno arrivare più velocemente. Si aggiunge poi la totale revisione del processo di stampa dei documenti – introduzione di punti stampa centralizzati, eliminazione delle stampanti ad uso singolo, dematerializzazione – che a regime, nell’arco di dodici mesi, porterà a un risparmio di 700 mila euro l’anno e a una drastica riduzione del consumo di carta: 5 milioni di pagine in meno stampate ogni anno.

Con il Piano per la digitalizzazione interna 2017-2019, approvato su iniziativa dell’assessore all’Agenda digitale Raffaele Donini, la giunta regionale pone le basi per una rivoluzione della gestione dei servizi e delle infrastrutture informatiche della Regione Emilia-Romagna in tutte le sue strutture: giunta, Assemblea legislativa, Agenzia di Protezione civile, Agenzia Sanitaria, Agrea, Ibc, IntercentER.
Il Piano rappresenta un forte investimento sull’innovazione e punta innanzitutto a ridefinire e semplificare i procedimenti amministrativi, attraverso interventi sull’organizzazione del lavoro ma anche grazie ad una maggiore diffusione delle nuove tecnologie, all’insegna del principio del digital first.

I cambiamenti, introdotti a partire da marzo del prossimo anno, interesseranno tutti i dipendenti della Regione e delle strutture collegate che, dopo un periodo sperimentale e di formazione, utilizzeranno gli stessi servizi sia su dispositivi fissi che mobili. Il passaggio al cloud svuoterà dischi fisici, abbassando i costi di gestione, e consentirà l’invio di link e non più di documenti, maggiori opportunità di lavoro in gruppo e la standardizzazione dei personal computer e delle modalità operative.
Già dal 2018 si prevede una riduzione del costo medio di una postazione di lavoro dagli attuali 796 euro a 610 euro all’anno. Cosa possibile anche per la buona situazione di partenza. Fra il 2011 e il 2016, infatti, la produttività di tutti i servizi Ict regionali è cresciuta notevolmente: nei cinque anni, il numero di utenti del sistema regionale è passato da 12.900 a 17.250 (+35,8%), così come quello dei telelavoratori da 246 a 398 (+61,8%), ma contemporaneamente la spesa complessiva si è ridotta di 1,2 milioni l’anno, passando dai 30,6 milioni di euro del 2011 ai 29,4 di quest’anno (-3,9%). Stesso andamento con la riduzione dei costi medi per sede collegata (-38%) e di quelli per singolo servizio applicativo (-28,8%). Risultati dovuti soprattutto al ricorso all’open source su server da una parte e dallo sviluppo interno delle applicazioni, con una riduzione della spesa per licenze di oltre 2 milioni di euro l’anno (- 33,9%), dato confermato dalla crescita contenuta del numero di applicazioni a pagamento (+ 1,7% sempre dal 2011 al 2016).

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