HomeAttualitàIn Emilia l’acqua è più salata: Reggio prima in regione

In Emilia l’acqua è più salata: Reggio prima in regione

WCENTER 0CHIABCRXZ -  per archivioL’acqua del rubinetto, di solito, è dolce. Ma se diamo un’occhiata agli ultimi dati sulle tariffe, un “sapore di sale” affatto romantico comincia ad aggredire bocca e tasche.

L’acqua aumenta in tutta Italia negli ultimi anni, dato inconfutabile e inesorabile. Il problema per noi emiliani e romagnoli è che qui, nella nostra regione, aumenta più che nel resto del Paese.

Lo afferma una recente indagine dell’Osservatorio Prezzi & Tariffe di Cittadinanzattiva (online su www.cittadinanzattiva.it il dossier con gli approfondimenti regionali) sui costi del servizio idrico. L’associazione segnala che in Emilia-Romagna l’acqua è più cara rispetto alla media, con un aumento del 36,6% rispetto al 2007. A Reggio Emilia le tariffe più alte, 442 euro annui a famiglia, mentre Parma si “distingue” per il 40% di dispersione idrica.

Costi più elevati della media, dunque, si registrano in Emilia-Romagna, dove una famiglia tipo ha speso, nel 2012, 388 euro, rispetto ai 310 del resto d’Italia, con l’eccezione positiva di Piacenza dove si spendono 296 euro e il limite massimo di Reggio Emilia.
In regione l’incremento più alto fra 2011 e 2012 si è registrato a Bologna (294 euro nel 2011, 324 nel 2012, +10,2%), mentre è Parma la città con l’incremento più elevato considerando il periodo 2007-2012, ossia +56,8%. E sempre Parma si distingue per il triste primato del 40% di dispersione idrica, contro il 25% della media regionale e il 33% di quella nazionale.

L’indagine nazionale è stata realizzata in tutti i capoluoghi di provincia, relativamente all’anno 2012. L’attenzione si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico: acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa (o ex nolo contatori).

I dati sono riferiti ad una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua, e sono comprensivi di Iva (al 10%). In un anno una famiglia sostiene in media una spesa di 310 euro per il servizio idrico integrato. In generale, il caro bollette viaggia più spedito al Centro (+47,1% rispetto al 2007, +9% rispetto al 2011). Seguono le regioni del Nord (+32,1% rispetto al 2007, +5,2% rispetto al 2011) e il Sud (+23,8% rispetto al 2007, +8,5% rispetto al 2011).

E meno male che due anni fa vinse a larga maggioranza il “sì” al referendum sull’acqua pubblica. Perché a giudicare dai prezzi pare che dal 2011 ad oggi tanta acqua sia passata invano sotto ai ponti. A Parma, proprio il quesito sull’acqua pubblica vide un’intensa attività da parte dei 5 Stelle, oggi al governo della città. Resta ancora tutta da verificare la loro capacità di ripubblicizzare completamente il servizio (in vista un altro braccio di ferro con Iren, dopo l’inceneritore) abbassando le tariffe.

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