Imprevisti: il meteo non aiuta il clima elettorale. L’Industria tira, purtroppo anche lo spread

A marzo salgono ordini e fatturato nell’industria. Lo rileva l’Istat che sottolinea in particolare, come gli ordinativi registrano un incremento congiunturale del 2,2%, mentre nella media del primo trimestre del 2019 sono rimasti invariati rispetto al quarto trimestre dello scorso anno. Peggiora invece il dato tendenziale. Qui l’indice grezzo diminuisce del 3,6%, con riduzioni sia sul mercato interno (-4,4%) sia su quello estero (-2,4%). La maggiore crescita tendenziale si registra nelle industrie tessili (+4,6%), mentre il peggior risultato si rileva nell’industria farmaceutica (-12,9%).

Il fatturato dell’industria a marzo aumenta in termini congiunturali (+0,3%), il dato è la sintesi della “contenuta flessione del mercato interno (-0,3%) e di un sostenuto aumento di quello estero (+1,5%)”. Nel primo trimestre l’indice complessivo è cresciuto dello 0,9% rispetto all’ultimo trimestre del 2018. Corretto per gli effetti di calendario il fatturato totale cresce in termini tendenziali dell’1,3%, con incrementi dello 0,2% sul mercato interno e del 3,5% su quello estero.

Ma il rialzo dello spread oltre quota 287 punti penalizza Piazza Affari, che gira in calo dopo un avvio in lieve rialzo. L’indice Ftse Mib lascia sul campo lo 0,74%, frenato dai bancari Ubi Banca (-1,51%), Intesa (-1,35%), Unicredit (-1,55%) e Banco Bpm (-1,41%), Segno meno anche per Poste (-0,72%) ed Mps (-0,76%), mentre, tra i pochi titoli in rialzo, si segnala Ferragamo (+8,3%), promossa dagli analisti che ne hanno alzato il prezzo obiettivo fino a 20 euro dopo una trimestrale definita “incoraggiante” dalla maggior parte di loro. Bene Juventus (+1,09%)ed Stm (+0,6%), mentre il calo del greggio (-0,9% il Wti) penalizza Saipem (-1,91%) ed Eni (-1%). Debole Snam (-0,86%) dopo la trimestrale, bene Astaldi (+4,4%) e Mediaset (+2,39%), giù Maire Technimont (-3,87%), fiacca Salini Impregilo (-0,23%).

Sono le parole di Matteo Salvini ad aver provocato il balzo dello spread degli ultimi due giorni fino a sfiorare, oggi, quota 290. Lo dicono due report, uno di Unicredit e uno di Mps: ‘I Btp sono stati sotto pressione dopo i commenti di Matteo Salvini sul deficit’, dice la banca milanese. ‘Rimangono sotto pressione i Btp dopo alcune dichiarazioni del Vice Premier, Salvini, sul fatto che il governo potrebbe sforare il deficit del 3% con la prossima legge di bilancio”, concorda Mps. Unicredit nota che i prezzi sono sotto pressione (e i rendimenti salgono di pari passo) per una combinazione di fattori, fra cui ‘un peggioramento dell’appetito per il rischio a livello globale, così come la prudenza degli investitori in vista delle elezioni per il Parlamento europeo’. Le parole del vicepremier e ministro dell’Interno hanno fatto impennare il differenziale di rendimento, che oggi è continuato a salire.

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