HomeAttualitàImmigrazione, a Parma il commissario europeo

Immigrazione, a Parma il commissario europeo

Il grande problema dell’immigrazione in Europa ha fatto tappa a Parma. Per una volta non si tratta di polemiche, bensì dell’arrivo in città del commissario europeo alle Migrazioni Dimitris Avramopoulos, a Parma per l’apertura dell’anno accademico del diploma e master universitario in Alti studi europei della fondazione Collegio europeo. Su invito del presidente della fondazione Cesare Azzali, il commissario Avramopoulos ha tenuto una lectio inauguralis, alla presenza del sindaco Pizzarotti, del rettore Loris Borghi, del presidente dell’Unione parmense degli industriali Alberto Figna e del direttore dell’Efsa Bernhard Url.

Avramopoulos ha sottolineato che di fronte al fenomeno migratoriol’Italia non è sola, e del resto nessun paese europeo può illudersi di risolvere la questione unicamente con le proprie forze”. Il problema, insomma, è europeo e solo in una logica europea può trovare soluzione.
Ricordando l’ottimo stato della collaborazione tra Italia ed Europa in proposito, Avramopoulos ha spiegato che “l’Italia è sotto pressione e dobbiamo essere grati al popolo italiano per la pazienza e l’abnegazione che sta dimostrando nella gestione di questa crisi. Abbiamo intenzione di aiutare concretamente l’Italia e non lasciare sole le sue autorità, così come del resto stiamo facendo con la Grecia, per fare in modo che gli sforzi fatti non siano stati vani. Sappiamo tuttavia che la situazione è molto complicata e purtroppo non sappiamo nello specifico quali potrebbero essere gli ulteriori sviluppi nell’immediato futuro. I flussi potrebbero aumentare in special modo dal Nord Africa. Abbiamo già un’agenda ad hoc sull’immigrazione, piani operativi che sono già in funzione e che tutti abbiamo adottato”.

In pratica “Grecia e Italia non devono prendersi tutto il carico degli arrivi, ma hanno l’obbligo di allestire i centri di accoglienza, i cosiddetti hot spot nel più breve tempo possibile per gestire al meglio le ondate. Poi deve arrivare il momento della redistribuzione equa negli altri Paesi europei, su questo ci sono delle difficoltà, lo sappiamo”, ha concluso Avramopoulos, affermando che “alcuni Stati membri, pur avendo accettato il piano, si dimostrano ancora scettici sulla sua applicazione. Su questo c’è ancora molto lavoro da fare”.

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