Il Tar: “Niente rifiuti da fuori per l’inceneritore di Parma”

L’inceneritore di Ugozzolo non potrà smaltire rifiuti provenienti da territori diversi dalla provincia di Parma. Lo ha stabilito il Tar di Parma, che con un’ordinanza emessa venerdì ha rigettato in via cautelare il ricorso di Iren contro la diffida emessa dalla Provincia lo scorso 30 aprile. L’ente di piazzale della Pace vietava alla multiutility di “proseguire la gestione dell’impianto e del trattamento rifiuti in modo difforme da quanto autorizzato” ingiungendo anche di trasmettere una “relazione dettagliata sulla gestione dei rifiuti in ingresso al PAIP“. Questo perché nei giorni precedenti vi erano state denunce di conferimenti di rifiuti provenienti da altre province, ma prima smistati al Cornocchio e così, secondo la multiutility, “parmigianizzati”. Iren aveva chiesto la sospensiva della diffida. Il Comune è entrato nel procedimento opponendosi formalmente al ricorso.

L’autorizzazione del Paip, approvata dalla Provincia nel 2008, recita: “Non potranno essere conferiti al PAIP rifiuti che abbiano avuto origine in province diverse da quella di Parma senza l’autorizzazione dell’Autorità Competente Provincia di Parma” e “al PAIP potranno essere conferiti rifiuti prodotti esclusivamente nel territorio provinciale di Parma, salvo espressa autorizzazione dell’autorità Competente“. Il Tar ha preso atto che l’ingiunzione non è difforme a quanto disposto dall’autorità. Ha quindi rigettato la sospensiva del documento, condannando Iren a pagare mille euro di spese legali.

Tuttavia occorre ricordare che fra un paio di mesi, se non cambierà il contenuto del decreto legge “Sblocca Italia”, a Ugozzolo così come in tutti gli altri inceneritori del Nord potranno arrivare comunque rifiuti urbani da incenerire provenienti da tutta Italia, e in particolare dalle regioni del Sud che non sono dotate, se non in rarissimi casi, di impianti per lo smaltimento dei rifiuti. Netta opposizione, su questo fronte, da parte dell’assessore comunale all’Ambiente Gabriele Folli.

Ci opporremo in tutte le sedi per far sì che non venga applicato lo scellerato articolo 35 del decreto Sblocca Italia voluto dal governo Renzi che di fatto rende libera la circolazione dei rifiuti verso gli impianti che sono sovradimensionati come lo è attualmente e lo sarà sempre più in futuro quello di Parma“.

La responsabilizzazione dei territori – continua Folliè un principio fondamentale per far sì che ogni amministrazione locale si impegni a raggiungere quei livelli minimi di raccolta differenziata che ci impone l’Europa e che Parma ha recentemente raggiunto. Tutto questo verrebbe meno se vi fosse una libera circolazione che andrebbe a favore solo dei gestori di questi impianti.
L’impianto di Ugozzolo è stato “venduto” ai cittadini di Parma come necessario e utile solo per il territorio. Ora questo continuo cambiare le carte in tavola, peraltro dallo stesso partito che ha governato Provincia, Regione e stato non fa che confermare le posizioni ambigue del PD rispetto al tema dei rifiuti.
L’impianto di Parma è autorizzato solo per la provincia e la recente sentenza del TAR in cui anche il Comune si è costituito in giudizio, deve essere rispettata indipendentemente dalle decisioni del Governo“.

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