HomeAttualitàIl nuovo saggio dello storico Giacobazzi “schedato”: propaganda antisemita

Il nuovo saggio dello storico Giacobazzi “schedato”: propaganda antisemita

Andrea Giacobazzi

Andrea Giacobazzi

Alle polemiche, anche feroci, è abituato. Ma di finire “schedato” dal Cfca (il forum di coordinamento per la lotta all’antisemitismo) israeliano forse non se lo aspettava nemmeno lui. Torna in libreria lo storico reggiano Andrea Giacobazzi con il libro Anche se non sembra (edizioni RadioSpada) e subito finisce nel mirino con l’accusa di antisemitismo. Autore di controversi saggi sui rapporti tra sionismo, fascismo e nazismo (L’Asse Roma-Berlino-Tel Aviv, Il fez e la kippah), Giacobazzi torna sull’argomento con un excursus storico che va dall’antico giudaismo fino all’attuale conflitto siriano, dalla resistenza della Chiesa (Novus Israel, Verus Israel) verso il sionismo ai rapporti tra fascismo, comunismo sovietico e mondo arabo. Dal “protestantesimo” islamico-fondamentalista fino a certo razzismo rabbinico. E così via fino a giungere alle questioni scottanti di questi tempi, in cui secondo l’autore un trait d’union pare legare l’ormai diffusissima “religione della Memoria” con un fittizio “antisemitismo”, divenuto ormai un allarme routinario e ingiustificato, un espediente politico usato come una clava nella vita interna degli Stati europei e nella politica del Vicino Oriente.

Anche se è lecito mettere in dubbio le conclusioni, bisogna riconoscere il lavoro certosino di documentazione che merita certamente di essere preso in considerazione. Ma al di là dell’interesse storico, a fare scoppiare il caso – era già accaduto a Reggio nel 2011 in occasione del convegno di Claudio Moffa, il professore accusato di essere un negazionista dell’Olocausto – è un incontro in programma il 29 gennaio all’Università Cattolica di Milano annunciato da manifesti che parlano di «razzismo rabbinico», «Shoah-business», e di «fondamentalismo religioso ebraico» negli spazi del gruppo studentesco della Comunità antagonista padana (cellula che si è staccata dal Mup, il movimento universitario padano vicino alla Lega nord). Manifesti che hanno scatenato la reazione rabbiosa dell’Unione giovani ebrei d’Italia che parlano di «disgustoso incontro revisionista» a pochi giorni di distanza dal giorno della memoria. Hanno inviato una lettera al rettore, Franco Anelli, chiedendo in tempi rapidissimi la revoca dell’iniziativa: «Non potremmo tollerare neppure un minuto che si infanghi la memoria di quell’immane tragedia», denuncia l’Ugei.

Le locandine – ora rimosse – danno appuntamento a mercoledì prossimo in un’aula dell’università: partendo dal libro “Anche se non sembra” , lanciano sei punti su cui riflettere e discutere. Fra gli altri: «Cos’è il Regno ebraico dello Yemen e in cosa consiste l’olocausto dei cristiani che perpetrò? Primo Levi partecipò ad una azione in cui furono giustiziati due giovani partigiani. E la fine di un mito?». E ancora: «Le cause di ciò che in epoca contemporanea è chiamato “antisemitismo” sono più interne o più esterne rispetto al popolo ebraico?». Non è la prima volta che il gruppo studentesco provoca la reazione da parte della comunità ebraica. L’ultimo episodio risale a due anni fa, quando apparvero due manifesti con il volto di Mussolini e la caricatura del “giudeo”, come veniva raffigurato nelle illustrazioni antisemite durante il fascismo. «È evidente dalla presentazione stessa della “formazione militante”, e dalle farneticanti domande introduttive — ha scritto il presidente Ugei, Simone Disegni — che il dibattito attorno a un libro di recente pubblicazione appare come una disgustosa e intollerabile provocazione di inconfutabile stampo razzista, proprio in corrispondenza delle celebrazioni perii Giorno della Memoria in ricordo della più terribile pagina della storia contemporanea, la Shoah».

A stretto giro è arrivatra la replica dell’ateneo che prende subito le distanze: “Un’iniziativa non voluta, richiesta e autorizzata dall’università —fanno sapere — i manifesti non corrispondono ai principi che ispirano la Cattolica e saranno valutati a breve tutti i provvedimenti da intraprendere”. In occasione della Giornata della Memoria, tiene a precisare l’università, è in programma un incontro sulla Shoah con il regista e autore Claude Lanzmann. Presenterà il suo ultimo documentario “L’ultimo degli ingiusti” dedicato alla controversa figura di Benjamin Murmelstein, ultimo presidente del consiglio degli anziani del ghetto di Terezin.

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