HomeAttualitàIl nostro Leonardo

Il nostro Leonardo

Nei depositi riservati della nostra principale biblioteca pubblica, la Panizzi, sono custoditi manoscritti, carteggi, libri antichi e moderni, incisioni e altro materiale iconografico di quella che è stata una delle figure più importanti della storia: Leonardo da Vinci. Figura emblematica del Rinascimento, tra i più grandi geni dell’umanità e conoscitore di ogni arte umana, tanto classica quanto scientifica, quale nesso potrebbe avere con Reggio Emilia?

Ebbene, c’è un anello di congiunzione: il fisico reggiano Giovanni Battista Venturi. Questo nostro concittadino, infatti, ha contribuito in modo preponderante a costruire l’immagine che si ha tutt’ora di Leonardo in tutto il mondo, incrementando il patrimonio del sistema bibliotecario reggiano. Ed è proprio Venturi, in occasione del quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci, ad essere protagonista della mostra allestita in suo onore intitolata “Un fisico reggiano a Parigi. Giovanni Battista Venturi e una nuova immagine di Leonardo da Vinci” promossa e organizzata dalla biblioteca Panizzi, via Farini, 3, con il sostegno di Iren. La mostra, inaugurata sabato 19 ottobre nella Sala Mostre della Biblioteca, rimarrà in esposizione fino al 19 gennaio 2020.

L’esposizione, ideata e curata da Roberto Marcuccio e Chiara Panizzi, è articolata in sei sezioni e si propone di render nota la figura di Venturi che per primo studiò a Parigi, nel 1797, i manoscritti di Leonardo che i francesi avevano requisito da Milano, proponendo nuovi punti di vista dell’opera e della fortuna di questo genio artistico, valorizzando materiali poco noti, tra cui manoscritti, carteggi, incisioni.

Venturi nacque nel 1746 a Bibbiano nel ducato di Reggio e morì a Reggio Emilia nel 1822. Scrittore, oratore, collezionista e figura di primo piano in una città allora ricca di fermenti e studi culturali, divenne professore universitario ed insegnò fisica nelle Università di Reggio Emilia e poi di Modena. Nei tormentati anni 1796-1797 Venturi si trasferì a Parigi per ragioni diplomatiche e questa fu per lui una ‘felice’ congiuntura: i manoscritti vinciani vennero espropriati dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano e trasportati nella capitale transalpina. Con Venturi si inaugurò un nuovo capitolo dello studio e della conoscenza di Leonardo e della sua molteplice opera: un’ingente mole di materiale venne messa a disposizione degli studiosi e dei lettori, moltiplicando la possibilità di analisi e interpretazione della biografia e del pensiero dell’artista.

“Come già Milano, Torino e Napoli – dichiara l’assessore alla Cultura, Annalisa Rabitti – anche Reggio Emilia celebra il V centenario della morte di Leonardo da Vinci: un’occasione che permette a tutta la comunità di ‘inciampare’ nella cosiddetta ‘cultura alta’, resa finalmente accessibile anche grazie a visite guidate, conferenze e percorsi per ragazzi”.
“La Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia – ha affermato Giordano Gasparini, Direttore della Biblioteca Panizzi, durante la conferenza stampa di presentazione della mostra – partecipa alle celebrazioni di Leonardo con un’iniziativa espositiva animata dall’obiettivo prioritario di ricomporre un mosaico vario e diversificato di settori importanti del proprio patrimonio documentario. Come si evince già dal titolo, il progetto espositivo intende mettere in dialogo il lascito di un importante personaggio reggiano, il fisico e storico della scienza Giovanni Battista Venturi con le numerose testimonianze leonardesche di diversa provenienza, conservate presso la Biblioteca Panizzi, e con le consistenti raccolte di grafica reggiane, oggi suddivise fra Biblioteca, Musei civici e Liceo artistico statale ‘Gaetano Chierici’. Questa documentazione di inestimabile valore storico è parte del patrimonio della città e della nostra biblioteca: è nostro compito renderlo noto ai cittadini”.
“Dobbiamo ringraziare Venturi se possiamo conoscere gli aspetti tecnico-scientifici di Leonardo da Vinci – ha continuato Roberto Marcuccio, curatore della mostra -. Nel fondo Venturi si trova il ‘De Prospectiva Pingendi’ di Piero della Francesca, un manoscritto recentemente portato dall’Ermitage e prestato alla nostra città: un rapporto di stimata collaborazione ci congiunge con il museo russo di San Pietroburgo”.

“E’, questo, un percorso iconografico che vuole rispondere a due domande principali: chi fossero Venturi e Leonardo e cosa li collegasse – ha concluso Chiara Panizzi, curatrice della mostra -. Nell’esposizione abbiamo voluto coprire l’arco cronologico della fortuna di Leonardo in questi due secoli e mezzo dal settecento ad oggi”.
Il percorso espositivo ha inizio con un profilo biografico e intellettuale di Venturi e prosegue focalizzandosi sulla figura e l’immagine di Leonardo, attraverso le testimonianze della Biblioteca Panizzi prima e dopo Venturi. Sarà esposta la prima edizione del “Trattato della pittura”, pubblicata a Parigi nel 1651 e illustrata su disegni di Poussin, grazie al prestito del Museo della scienza e della tecnologia di Milano. Lo stesso modello lo ritroveremo nel bellissimo manoscritto appartenuto a Venturi e risalente agli inizi del diciottesimo secolo. Si cercherà di ricostruire a campione la “biblioteca ideale” di Leonardo, con gli autori e le opere che concorsero a determinarne la formazione di grande autodidatta; tra queste, opere di Ovidio, Plinio il Vecchio, Dante, Luca Pacioli e altri, contenute in preziose edizioni antiche della Panizzi.
La mostra, poi, propone opere di autori che hanno contribuito alla costruzione dell’immagine attuale di Leonardo, edizioni e testimonianze apparse fra Ottocento e Novecento, a partire dall’opera di Giuseppe Bossi sul Cenacolo, passando per l’antologia e la biografia vinciane del modenese Edmondo Solmi, senza dimenticare i reggiani Giovanni Costetti e Prospero Carri, per arrivare a Carlo Pedretti e, a conferma dell’intramontabile fama popolare di Leonardo, a Dan Brown e Stilton.

Una sezione iconografica, costituita da preziose stampe della Panizzi e del Liceo artistico Chierici, si svilupperà parallelamente alle sezioni precedenti, per mostrare come Leonardo abbia affascinato tanti incisori, dal Seicento all’Ottocento, che hanno voluto “tradurre” sulla lastra di rame ritratti, autoritratti, dipinti e disegni del grande maestro di Vinci. In mostra anche un ritratto di Venturi, dipinto ad olio da Prospero Minghetti e conservato presso i Musei civici reggiani.

Con il patrocinio del Comitato nazionale per il V centenario dalla morte di Leonardo da Vinci e la collaborazione del Comitato di Reggio Emilia e Guastalla della Società Dante Alighieri, si propone un itinerario che vorrebbe aiutare a ”leggere” Leonardo fuori dal “mito”, come un personaggio vivo e calato nel proprio tempo, e che si articolerà anche in visite guidate, conferenze e percorsi per ragazzi.

Il nuovo vigilante mascherato Bat De Lucia veglierà da par suo, mentre i cittadini reggiani dormiranno il sonno dei giusti, sui tesori della mostra

La mostra è visitabile negli orari di apertura della Biblioteca Panizzi, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 e domenica dalle 10 alle 13 (fino al 15 dicembre 2019). Le visite guidate, ad ingresso libero, si terranno per tre sabati di fila, il 26 ottobre, il 16 novembre, il 7 dicembre, alle ore 11. Saranno presenti anche eventi correlati come, sabato 9 novembre, la conferenza “Un fisico da collezionista!”, un percorso animato per ragazzi a cura del personale della Sezione Ragazzi alle 10.30 presso la sala espositiva “Piano Terra”; poi ancora sabato 16 novembre la conferenza “Leonardo: il segno e la regola, dialogo tra un matematico e un architetto”, con Luigi Grasselli e Franca Manenti Valli alle 17 presso la Sala del Planisfero; domenica 24 novembre, “Giovanni Battista Venturi scienziato reggiano” con Fabio Ori alle 11 alla Sala Reggio; sabato 7 dicembre, “Leonardo e l’Anatomia fra Milano, Firenze e Roma” con Marco Bussagli alle 17 alla Sala del Planisfero; infine, sabato 18 gennaio 2020 “Leonardo scultore”, con Edoardo Villata alle 17 alla Sala del Planisfero.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.