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I portici dell’umanità

L’insperato dopo la doccia fredda di maggio: i portici, meraviglioso sistema di 62 chilometri che solcano la città in lungo e in largo, sono a sorpresa diventati patrimonio dell’Umanità Unesco. La decisione è arrivata al termine di una sessione straordinaria celebrata all’Unesco, che di fatto ha ribaltato la decisione del suo organo consultivo Icomos, che aveva bocciato il dossier bolognese. Ma la mozione diplomatica ha vinto, e Bologna porta a casa un riconoscimento importantissimo, dopo Montecatini Terme e Padova. Fondamentale il lavoro del Comune, con l’assessora Valentina Orioli, e della sottosegretario bolognese alla Cultura, Lucia Borgonzoni. Che esulta: “Un magnifico risultato per Bologna e l’Italia: siamo sul tetto del mondo, abbiamo due siti in più tutelati rispetto alla Cina”.

“Un’immensa soddisfazione e un grande riconoscimento che ci rende felici. L’iscrizione dei portici di Bologna tra i siti patrimonio dell’umanità UNESCO è il raggiungimento di un obiettivo da tempo perseguito ed è il riconoscimento del grande lavoro di questi anni portato avanti dalla vicesindaca Valentina Orioli e da tutta la struttura che ha dedicato a questa causa passione, competenza e capacità di relazione. Un grande ringraziamento al Ministero della Cultura, al ministro Dario Franceschini e alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni, al Ministero degli Esteri col consigliere Paolo Bartorelli e all’Ambasciatore d’Italia presso l’Unesco Massimo Riccardo. Questo titolo rappresenta un grande onore e una grande responsabilità per Bologna, saremo all’altezza di questo riconoscimento”, è il commento entusiata del sindaco Virginio Merola.

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