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I come imbuto

Una mostra originale su uno degli strumenti didattici più antichi e indispensabili per chi impara a leggere e scrivere, ossia il sillabario, sarà ospitata dalla biblioteca Panizzi dal 22 gennaio al 16 aprile 2022.
La mostra, intitolata “I come Imbuto”, ha sede nella sala mostre della biblioteca e racconta la storia dei sillabari grazie agli oltre cento documenti provenienti dal fondo di sillabari italiani e stranieri antichi conservato in Panizzi. L’esposizione, curata da Chiara Panizzi e Maurizio Festanti, è un progetto degli Amici della Biblioteca che vuole mettere in valore le raccolte di sillabari conservate negli archivi della biblioteca dividendosi in cinque sezioni tutte da scoprire.
Sarà quindi possibile osservare da vicino numerosi esemplari e altri documenti antichi prodotti dalla metà del Settecento fino agli anni Cinquanta del secolo scorso attraverso un percorso nuovo e curioso che permette di ritrovare nella storia di un oggetto un riflesso dei tempi che cambiano.

La storia del sillabario inizierà dai suoi albori in epoca medievale, dalle prime tavolette di legno su cui venivano incollati i fogli con l’alfabeto, per poi trasformarsi nel corso dei secoli con l’avvento della stampa fino a quando, nel Settecento, il sillabario arrivò a configurarsi come un prodotto tipografico di qualità, andando a pari passo con lo sviluppo della letteratura per l’infanzia.
Importanti artisti e letterati si sono interessati a questo strumento, che è diventato essenziale per l’istruzione.
La raccolta della Panizzi conta oltre cinquecento abbecedari che ricoprono uno spazio temporale di secoli, testimonianza dell’evoluzione dei metodi e degli strumenti destinati all’apprendimento, offrendo anche spunti suggestivi e interessanti relativi alla storia dell’immaginario infantile, in un percorso pedagogico nuovo e affascinante.
Oggetti colorati, accattivanti, artistici e utili da sfogliare tra i più giovani o tra chi avesse voglia di fare un tuffo nel passato e toccare le radici della cultura, della lettura e della scrittura in una commistione tra utile e dilettevole, pregi alla base della fortuna dei sillabari.
I curatori hanno studiato i dettagli e selezionato i materiali utilizzati per raccontare la storia dell’apprendimento e dell’alfabetizzazione per Reggio Emilia, partendo dall’esperienza scolastica in età napoleonica fino ad arrivare all’istruzione dei ceti popolari di inizio Novecento sotto la politica socialista prampoliniana.

L’esposizione è divisa in cinque sezioni tematiche ciascuna con approfondimenti su aspetti della storia dei sillabari. In “I come imbuto” vengono contaminate materie e linguaggi, raccontando una pagina importante della storia didattica locale nazionale e a tratti internazionale, grazie alla presenza di pezzi storici in lingua inglese, francese e tedesca.

Di queste, la sezione “Prima del sillabario” offre uno spaccato sull’approccio didattico antecedente all’età moderna, passando poi a una sezione dedicata all’ “Evoluzione del sillabario” che propone un percorso che i sillabari hanno intrapreso nel corso della storia, diventando nel tempo oggetti curati e preziosi.
Oltre alla sezione sugli Alfabeti illustrati, che attrae l’attenzione del pubblico sull’esperienza del sillabario come libro d’artista, sono esibiti anche alcuni preziosi esemplari di libri e alfabeti realizzati e disegnati da grandi illustratori fino alla sezione conclusiva della mostra, dedicata ai Sussidi didattici che trovano storicamente utilità nel rendere piacevole l’apprendimento nel modo più efficace.
Sono tante le date promosse dalla biblioteca Panizzi, tra cui si ricorda l’appuntamento di approfondimento di queste tematiche il giorno venerdì 4 marzo alle 17 con l’iniziativa “Guardo e imparo”, dove i curatori della mostra stessa Chiara Panizzi e Maurizio Festanti dialogheranno con Roberta Cardarello, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, sull’importanza delle immagini nella didattica scolastica. L’appuntamento, a ingresso libero, sarà prenotabile su Eventbrite.

“Una mostra, questa, capace di incuriosire e divertire: è un orgoglio che la nostra biblioteca custodisca un patrimonio così prezioso e inusuale – ha affermato Annalisa Rabitti, assessora alla Cultura del Comune di Reggio Emilia, durante la conferenza stampa -. L’attenzione per la scuola e l’apprendimento è un tema imprescindibile per la nostra città, così come la cura verso i cittadini più giovani, qualità della nostra identità politica e sociale. Gli strumenti didattici sono in evoluzione e hanno modificato parte dell’istruzione nel corso della storia, diventando sempre più efficaci, raffinati e, oggi, tecnologici”.

“Ci siamo impegnati per essere originali, profondi, non banali – hanno proseguito i curatori Chiara Panizzi e Maurizio Festanti -. È una mostra interessante tanto per i giovani quanto per gli adulti, sia per paragonare l’attualità ad altri tempi, sia per ricordarli”.

La mostra è visitabile fino al 16 aprile negli orari di apertura della biblioteca, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19. L’ingresso è gratuito, Green Pass rafforzato obbligatorio.

Le informazioni sulla mostra e le modalità di accesso sono disponibili online e in continuo aggiornamento sul sito e sulle pagine social (Facebook e Instagram) della biblioteca, con eventuali modifiche per le direttive governative e regionali.

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