HomeAttualitàGuarda come corre l’export…sale all’8,7% il valore specifico nell’economia reggiana

Guarda come corre l’export…sale all’8,7% il valore specifico nell’economia reggiana

E’ salito dell’8,7%, nel 2017, il valore delle esportazioni reggiane, che si è così attestato a 10,3 miliardi di euro.
Per ritrovare un incremento più rilevante, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sui dati Istat, occorre tornare al 2010 e al 2011 (in entrambi gli anni l’aumento fu superiore al 13%), quando però l’export reggiano valeva poco più di 8 miliardi e stava semplicemente recuperando la grave perdita del 2009; proprio allora, in un solo anno e in piena crisi economica, le esportazioni crollarono del 23,6%, passando da 8,4 a 6,4 miliardi.
“In effetti – sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi – siamo di fronte ad un risultato particolarmente soddisfacente, e non solo per l’entità della crescita, ma soprattutto per l’ulteriore consolidamento di un trend che è in atto dal 2012, quando abbiamo interamente recuperato i valori pre-crisi e, da allora, anno per anno si è registrata una crescita che ci ha portato ad un incremento complessivo che si attesta attorno al 25%, vale a dire due miliardi di esportazioni in più”.
“Quello del 2017 – prosegue Landi – è l’incremento più rilevante degli ultimi sei anni; a partire dal 2012, infatti, si è inanellata una serie di risultati positivi, con una successione di +1,3% (2012), +2% (2013), + 4,3% (2014), +3% (2015), +2,5% (2016), fino al +8,7% dello scorso anno”.
“Così come l’aumento della produzione industriale degli ultimi tre anni – sottolinea Landi – questo risultato conferma la grande competitività del sistema imprenditoriale reggiano, che ha consentito di migliorare decisamente la situazione anche sul versante dell’occupazione (il tasso di disoccupazione è sceso di oltre due punti in tre anni) e per ciò che riguarda il reddito delle famiglie, in crescita soprattutto negli ultimi due anni”.
Con il risultato 2017, tra l’altro, la provincia di Reggio Emilia migliora ulteriormente la sua posizione nella classifica nazionale delle province italiane maggiori esportatrici, raggiungendo il 10° gradino della classifica e confermando al 2,3% il proprio contributo al commercio estero italiano.
A determinare la buona performance 2017 delle vendite oltre frontiera hanno contribuito, pur con comportamenti diversificati, la maggior parte dei settori leader dell’economia provinciale.
Il metalmeccanico, che da solo rappresenta più della metà delle esportazioni reggiane, è passato dai 4,8 miliardi del 2016 ai 5,4 miliardi del 2017, con un incremento del 12,7%; il tessile-abbigliamento, con un aumento del 6,6%, ha raggiunto 1 miliardo e 668 milioni di euro; il ceramico, con un valore di 1,1 miliardi, è cresciuto del 3%; è poi salito da 838 a 877 milioni l’elettrico-elettronico (+4,6%); ha raggiunto i 620 milioni (+5,4%) il settore alimentare, mentre quello della gomma-plastica è passato da 132,7 a 149,8 milioni, con un aumento vicino al 13%.
Relativamente ai Paesi di destinazione delle merci “made in Reggio Emilia”, l’Europa, con oltre 7,3 miliardi di esportato, rimane il maggior acquirente di prodotti reggiani. L’incremento delle vendite destinate al mercato europeo è stato dell’8,4% rispetto al 2016, positivamente influenzato dalla crescita dell’8,3% dell’export verso la Germania che, con oltre 1,4 miliardi di euro, si conferma il principale cliente delle imprese reggiane. In crescita dell’11,2% anche le esportazioni verso la Francia, che sono passate da 1,159 a 1,288 miliardi di euro. Uscendo dall’eurozona, le vendite verso il Regno Unito sono aumentate del 4,1% e hanno raggiunto i 688,7 milioni, mentre al di fuori dei mercati dell’UE hanno continuato a crescere le vendite reggiane destinate alla Russia, che è diventata ora il settimo partner commerciale europeo di prodotti reggiani: nel 2017 l’export verso il territorio russo è aumentato dell’11,6% attestandosi a quasi 265 milioni. Ancora positivo l’andamento delle esportazioni verso la Turchia che, in anno, hanno registrato un +9% portando il valore dell’esportato verso il territorio turco a 164,9 milioni.
Nel frattempo è proseguita la crescita del mercato americano, che nel 2017 si è confermato come seconda area di destinazione di merci “made in Reggio Emilia” dopo l’Europa. Le vendite di prodotti reggiani verso l’America sono aumentate del 13,6% superando i 1.300 milioni: Stati Uniti e Messico, rispettivamente con 826,4 milioni (+10,5%) e 137,8 milioni (+9,8%), sono i due principali mercati americani di sbocco per i prodotti reggiani.
In crescita anche le esportazioni reggiane verso l’Asia, che nel 2017 hanno raggiunto un valore di 1 miliardo e 195 milioni di euro con una crescita del 6,1%. La Cina, con 296,5 milioni ed una crescita del 17,4% in un anno, si colloca all’ottavo posto nella graduatoria dei compratori di prodotti reggiani ed è il primo paese asiatico, ma rappresenta anche il principale fornitore della provincia di Reggio Emilia. Da quel paese, infatti, provengono prodotti per oltre 576 milioni di euro e la bilancia commerciale mostra un saldo negativo pari a oltre 279 milioni.

 

“L’export reggiano ha registrato nel 2017 un nuovo record, un incremento percentuale dell’8,7%, pari ad un valore di 6 miliardi di euro” – commenta con soddisfazione il Presidente di Unindustria Reggio Emilia Mauro Severi – I dati ISTAT ci dicono che le nostre aziende hanno ottenuto un risultato migliore del dato regionale +6,7% e di quello nazionale del 7,4%”.

“Gli imprenditori reggiani considerano l’internazionalizzazione una leva sempre più importante per la crescita e lo sviluppo della propria azienda – prosegue il Presidente Severi – La qualità del prodotto e la vocazione all’innovazione, tratti distintivi del made in Reggio, ci permettono di continuare ad essere protagonisti sia nei mercati tradizionali che in quelli emergenti, nei quali si sta rafforzando il nostro posizionamento. Certamente il mondo imprenditoriale sta seguendo con attenzione gli sviluppi sulle politiche internazionali legate all’inasprimento dei protezionismi e dei dazi commerciali, auspicando che vengano evitate guerre commerciali che impatterebbero negativamente su fiducia, investimenti e lavoro”.

Risulta in crescita soprattutto la meccanica che riguarda il 61% delle esportazioni provinciali (apparecchiature meccaniche +12,5% e produzione di macchinari +11,5). Seguono ceramica +7,1%, alimentare (+4,7) e moda (+4,4%). L’Europa, con quasi il 71%, rappresenta il nostro mercato principale, con la Germania al primo posto (13,7%), seguita dalla Francia (12,5%), Stati Uniti (8%) e Gran Bretagna (6,7%).

Prosegue inoltre la crescita dei prodotti made in Reggio in Cina 17,4% e Russia 11,6%.

Tra gli indicatori significativi c’è, per il terzo anno consecutivo, l’aumento del tasso di occupazione che passa al 68,4% (+0,2% dal 2016), collocando Reggio Emilia al tredicesimo posto nella graduatoria nazionale.

In valori assoluti il numero degli occupati è diminuito di qualche centinaio di unità, ma in concomitanza con un contestuale calo della popolazione residente.

Il tasso di disoccupazione rilevato nella provincia reggiana (4,9%) è inoltre il quarto migliore in Italia dopo Bolzano, Bergamo e Venezia e al primo posto tra le province emiliano-romagnole.

La variazione rispetto all’ultimo dato (4,7% al 4,9%) è spiegabile con un calo significativo degli inattivi (soggetti classificati né come occupati né come disoccupati), ovvero delle persone che si sono messe alla ricerca di un impiego per effetto della ripresa dell’economia.

La composizione della forza lavoro rileva una crescita dei lavoratori dipendenti (+2,6%), a fronte di un calo degli indipendenti (-8,8%).

Cresce la componente maschile di due punti percentuali (76,8%), mentre cala nella stessa proporzione quella femminile (59,8%).

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