HomeAttualità“Fratello Putin, sorella Morte”. Dopo l’orrore di Bucha anche Castagnetti si scaglia contro i “neneisti”

“Fratello Putin, sorella Morte”. Dopo l’orrore di Bucha anche Castagnetti si scaglia contro i “neneisti”

Immagini agghiaccianti, i volti sfigurati di tantissime vittime innocenti, le mani e i piedi legati, i buchi nelle nuche di anziani incolpevoli di tutto. Più semplice dire “il volto della guerra!”. Le guerre si fanno per uccidere, vince chi uccide di più. Non c’è un galateo nell’uccidere. Si, c’è un codice morale non scritto, c’è persino un codice di guerra, ma il tema è la guerra in sé. Ci sono i criminali di guerra, quelli che hanno superato ogni limite che divide l’umanità dalla disumanità, quelli che si compiacciono del male e persino di essere essi stessi strumenti del Male, che si inebriano di sangue e di sventramenti di corpi umani. Ma il sommo crimine è la guerra.

E ne deve rispondere anche in questo caso chi ha deciso di farla, la Russia di Putin, sapendo (e se, ipoteticamente non lo sapeva, sarebbe ancora più grave) quali sarebbero state le conseguenze. Per questo non ha senso parlare di tutto e delle presunte responsabilità di tutti (come fanno alcuni commentatori) fuorché di chi senza giustificazione alcuna, senza casus belli, senza aver subito minacce, ha scelto di sfidare (non solo l’Ucraina, ma) il mondo intero , dichiarando, iniziando e realizzando unilateralmente, ormai da quaranta giorni, questa guerra. Dove si arriverà? Stasera il ns Ministro degli Esteri ci ha avvertito che già dalle prossime ore ci sarà un intensificazione inusitata dei combattimenti. E, dunque, lo sterminio degli ucraini sopravvissuti e la distruzione di tutte le città dell’est del Paese?

Bisogna allora – almeno noi che ne siamo coinvolti solo indirettamente – disincagliarsi dalla logica bellica, uscire dalla spirale, inventarsi modalità “altre” per fermare l’aggressione come, ad esempio: il Papa a Kiev (come peraltro ha annunciato lui stesso in qst momento); no al gas russo sin da subito per tutta l’Europa; impedire l’operatività sui mercati Internazionali della Banca di Gazprom e di ogni altra residua istituzione finanziaria russa; tutti i capi dei governi UE in missione contemporanea a Mosca …
Insomma, ciò che voglio dire (anche se so bene che per simili decisioni occorre disporre di dati conoscitivi che non tutti possono avere, oltre che la condivisione a livello strategico di tutti i partners assieme a cui intervenire), è che occorre una ancora maggiore consapevolezza dell’urgenza e della precedenza di decisioni politiche straordinarie, quasi prescindendo (se fosse possibile e necessario) dalla situazione militare del teatro di guerra.

Come si vede non ho idee risolutive da suggerire ed è difficile averne per tutti, esprimo più che altro uno stato d’animo che a me pare (ma non pretendo dire di più) ogni giorno sempre più diffuso nel paese. Al quale peraltro va fatto sempre più un discorso di verità, come ha appena fatto il ministro
#DiMaio a #chetempochefa.
Ho insomma la preoccupazione che senza decisioni radicali oggi, rischiamo tutti di essere trascinati, nostro malgrado, dentro un vortice di scelte destinate ad essere sempre più inevitabili quanto oggettivamente peggiorative. Perché dentro quel vortice si perde di vista la realtà.

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