HomeAttualitàFinanziamenti pubblici di fine anno: 3 milioni alla Isiamed

Finanziamenti pubblici di fine anno: 3 milioni alla Isiamed

Gian Guido Folloni, ex Ministro ed ex direttore del quotidiano della Cei “Avvenire”

Tra gli emendamenti alla manovra 2018 del governo è stato infilato un documento che regala i tre milioni alla Isiamed digitale, società iscritta al registro imprese il 19 ottobre 2016 ma formalmente attiva, stando ai dati dello stesso registro, dal 10 novembre 2017. Società evidentemente poco nota gli addetti ai lavori ma ben accreditata. Il presidente del consiglio di amministrazione (dove siede come consigliere Vincenzo Sassi, azionista al 75%) è l’ex Ministro ai rapporti con il Parlamento Gian Guido Folloni, reggiano (è nato a Scandiano nel 46), abile navigatore dei mari della politica, democristianissimo con una spiccata propensione per le relazioni internazionali.
Quest’ultima puntualizzazione non è di secondaria importanza. Isiamed è il nome di un Istituto diplomatico con cui Folloni ha intessuto relazioni tra mediterraneo e Cina. Giusto per fare qualche esempio: ricordate il viaggio di Sonia Masini in Libia ad agosto 2009 per andare a trovare Gheddafi e curare le buone relazioni tra il nostro territorio e il fu “scatolone di sabbia”? Quel viaggio maturò grazie all’attività di Isiamed, al cui interno era nata una associazione di amicizia italo – libica. Pochi mesi dopo, a fine gennaio 2010, Folloni ed un manipolo di altri protagonisti della vita cittadina, tra cui l’ex consigliere regionale Matteo Riva, accompagnarono nella sua visita reggiana (da Masini e Delrio, oltre cha alla Ecologia Soluzione Ambiente di Bibbiano) l’ambasciatore libico Hafed Gaddur, uomo dei rapporti di Gheddafi con l’Italia e in ottime relazioni pure con il notissimo faccendiere Luigi Bisignani, con cui è stato lungamente intercettato al telefono.

E ora veniamo al cuore di questa storia: un anno fa l’istituto di relazioni diplomatiche si butta nel business della nuova economia, fonda Isiamed Digitale, con cui entra nel mercato del digitale. La nuova società solo pochi mesi dopo viene indicata e scelta, attraverso un emendamento alla finanziaria “al fine di affermare un modello digitale italiano come strumento di valorizzazione economica e sociale del made in Italy”, in particolare nei settori del “turismo, agroalimentare, dello sport e delle smart city”. La storia è stata scoperta dall’agenzia Agi, che ha chiesto al Ministro dello sviluppo economico Calenda alcune delucidazioni sulla bizzarra vicenda. Questa la risposta del Ministro: “Emendamento parlamentare mai dato parere positivo. Non ne sapevo nulla finché non segnalato da voi. Non ho la più vaga idea di cosa sia. Mi sembra una roba stravagante, a dir poco”. Strano che il Ministro non abbia la più pallida idea di dove vadano a finire tre milioni della Finanziaria, anche perché il comma della finanziaria che aiuta Isiamed è stato presentato e modificato da partiti della maggioranza che sostiene il suo governo: per la precisione il testo è stato depositato dai senatori Pietro Langella e Antonio Milo di Allenza Liberalpopolare-Autonomie (Ala), e poi riformulato dai relatori Magda Zanoni del Partito democratico e Marcello Gualdani di Alternativa popolare.

Ad inquadrare la vicenda con termini meno diplomatici è il senatore del Pd Stefano Esposito: “Una marchetta necessaria ad avere i voti per approvare la manovra. Quando non hai i numeri subisci il ricatto dei piccoli gruppi. Per questo sono sempre stato un acceso sostenitore del maggioritario. Vedrai con il proporzionale che spettacolo”.

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