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Finale Emilia, il Comune non sarà sciolto per mafia

Il Comune modenese di Finale Emilia non verrà sciolto per infiltrazioni o condizionamenti di stampo mafioso. Dopo una lunga disamina il ministero degli Interni ha valutato non vi siano gli estremi di commissariamento – sarebbe durato almeno 18 mesi – del Comune. Il provvedimento non è passato neppure per il Consiglio dei Ministri ed è già stato recapitato alla prefettura di Modena che dovrà comunicare al sindaco la decisione: sarà il sindaco Fernando Ferioli a dover controllare che la situazione amministrativa migliori e non sia più esposta a possibili influenze esterne. Perché, stando alle analisi dei tre commissari prefettizi, la macchina amministrativa non era perfetta. Ma da quell’analisi alcuni provvedimenti sono stati messi in campo per innalzare le barriere della legalità. E’ stato ad esempio nominato un segretario comunale – Natalia Magaldi – che nel mondo burocratico dovrebbe essere la garante della correttezza degli atti pubblici; si è individuato un nuovo nucleo di valutazione dopo i casi dei maxi premi e si sono sanati alcuni conflitti d’interessi.

Era l’8 giugno quando tre commissari – il  vice prefetto vicario di Ravenna, Antonio Giannelli, l’ex maggiore dei carabinieri di Modena, Carmelo Rustico e il tenente colonnello delle Fiamme Gialle di Modena, Giuseppe Micelli – entravano nel Comune di Finale su indicazione del prefetto Michele Di Bari. Per tre mesi hanno verificato l’eventuale presenza o meno di infiltrazioni malavitose nella macchina amministrativa o condizionamenti a cui sindaco, giunta e funzionari comunali potevano essere stati soggetti. A metà settembre venne consegnata al prefetto una dettagliata relazione in cui si leggeva “è necessario evitare che tale amministrazione rimanga permeabile all’influenza della criminalità organizzata” e si fotografava un “diffuso cattivo funzionamento di alcuni settori dell’amministrazione sensibili agli interessi economici dei sodalizi criminali”. In sostanza i commissari suggerivano lo scioglimento del Comune.

Adesso invece il ministero degli Interni, valutando le indagini dei tre ispettori e le contromisure già adottate dall’amministrazione, ha certificato lo status di legalità nel Comune del Modenese pur confermando le diffuse difficoltà amministrative già ammesse dallo stesso municipio e imputabili per larghi tratti all’emergenza terremoto. La relazione prefettizia è stata inviata per conoscenza anche alla Direzione distrettuale antimafia e alla procura di Modena per eventuali accertamenti penali.

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