HomeAttualitàFiere, crisi senza fine: al via i licenziamenti

Fiere, crisi senza fine: al via i licenziamenti

Quattro dipendenti licenziati in tronco a partire dai primi di marzo. E’ questa la prima conseguenza del piano di ristrutturazione del debito delle Fiere di Reggio. Una decisione che ha provocato l’immediata reazione della Cgil che intervenuta per voce del segretario della Filcams, Luca Marchesini.

“Dei 10 lavoratori attualmente in forza presso Reggio Emilia Fiere S.r.l., – si legge in una nota – 4 perderanno il posto di lavoro “per  contribuire” in prima persona al tentativo di salvare la società. Per inciso, altrettanto contributo non è stato richiesto al Direttore delle Fiere stesse, visto che i soci privati e pubblici lo hanno recentemente confermato in carica con un compenso che si aggira intorno ai 90.000 euro fra stipendio e benefit (dichiarazione dello stesso Direttore agli organi di informazione in data 26.01.2013)”.

“Se i soci pubblici – Comune di Reggio Emilia, Provincia, Camera di Commercio – e privati, – prosegue Marchesini – ritengono che questa sia la giusta retribuzione per un responsabile di una  azienda  che da marzo conterà 5 dipendenti,  ci saranno tutte le ragioni a supportare questa scelta. Possiamo però interrogarci se sia equo, da un parte licenziare persone che da anni gestiscono con efficacia gli eventi fieristici e contestualmente pagare somme così elevate ad una singola persona. Le mansioni dei 4 dipendenti che perderanno il posto di lavoro saranno esternalizzate a liberi professionisti, partite iva, freelance ed agenti rappresentanti, che avranno il compito di organizzare i futuri eventi, “se” (il condizionale è d’obbligo) a Reggio Emilia ci sarà ancora un luogo dove promuovere l’economia reggiana. Noi crediamo infatti che questa esternalizzazione, fatta al solo scopo di abbassare il costo del lavoro, non sarà certo sufficiente. Pensiamo che le difficoltà economiche delle Fiere di Reggio non derivino certo dal costo del lavoro, ma in ogni caso ci aspettavamo da una società controllata dal pubblico un maggior rispetto dei problemi dei lavoratori o almeno delle proposte di ricollocazione che ne evitassero il licenziamento. Per ora le Fiere di Reggio Emilia producono disoccupati – conclude il segretario – sul futuro vedremo”.

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