HomeAttualitàFebbre scolastica: si riapre il 14 settembre con modalità di scolarità diffusa, ovvero edifici messi a disposizioni da enti terzi

Febbre scolastica: si riapre il 14 settembre con modalità di scolarità diffusa, ovvero edifici messi a disposizioni da enti terzi

La scuola riapre il 14 settembre e Reggio Emilia Riparte con un modello di “Scuola diffusa”. La scuola si fa città, con un importante impegno di nuovi spazi, in prevalenza pubblici, destinati alla didattica, una rilevante mobilitazione organizzativa e un significativo impegno economico, per tornare in aula dopo la fase acuta della pandemia Covid e dopo il periodo estivo, rispettando i necessari presidi e le misure di sicurezza sanitaria e sociale.

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La Scuola diffusa nella città non parte da zero, ma si radica in esperienze ormai storiche – promosse dal Comune, tramite il servizio Officina Educativa, a fianco delle famiglie e delle istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo grado, nel rispetto delle reciproche autonomie – fra cui Scuole aperte al pomeriggio, dove la scuola è divenuta punto di riferimento delle comunità urbane, quartieri e frazioni in particolare.

Forte anche del buon esito di “Prove di futuro”, il progetto di gestione dell’apertura dei Campi estivi 2020, Scuola diffusa proporrà nuovi contenuti didattici ed esperienze educative e di apprendimento in sinergia con gli stessi luoghi di apprendimento, quali valori aggiuntivi di formazione e crescita della persona. Accadrà ad esempio alle classi ospitate negli spazi del Palazzo dei Musei e della Biblioteca delle Arti, che saranno in stretto contatto con il patrimonio culturale cittadino; oppure ai bambini che faranno lezione negli spazi di un agriturismo e potranno sviluppare una didattica con e nella natura.

E i ragazzi della Galilei e della Marco Polo potranno vivere un’inedita esperienza didattica tra spazi interni ed esterni alla scuola, grazie a tre progetti sperimentali, raccolti in “Nuovi paesaggi di apprendimento”: costruiti da Officina Educativa e Fondazione Reggio Children, questi progetti declinano spazi di passaggio in contesti educativi di qualità e nascono dall’esperienza maturata nel progetto “Fare scuola”, che fa dialogare architettura e pedagogia, realizzato a sua volta dalla stessa Fondazione Reggio Children con Enel Cuore Onlus (allegata una nota di approfondimento su questo progetto).

Vengono in mente i “100 Linguaggi dei bambini” di Loris Malaguzzi, declinati e diffusi in luoghi della conoscenza nuovi e da reinterpretare, 100 linguaggi che si estendono oltre le esperienze della fascia 0-6 per coinvolgere, quest’anno ancora di più, anche le classi della scuola dell’obbligo.

COSA E COME È STATO FATTO – E’ stata un’estate di lavoro intenso e complesso, al centro del quale è stata posta la persona, ovvero scolari e studenti, docenti e personale ausiliario, famiglie. Un primo risultato di questo percorso è il fatto che nella riorganizzazione nessuna classe verrà ‘spezzata’ su sedi diverse, contribuendo così a garantire continuità didattica e di relazione fra gli studenti, oltre che fra essi e il corpo insegnante.

Soddisfacimento delle norme di distanziamento, prevenzione anti-pandemica e sicurezza sanitaria sono stati i principali punti di riferimento del lavoro svolto nelle sedi della Scuola diffusa, accanto alla costruzione delle condizioni che rendano possibile la qualità della didattica che dovrà essere svolta.

Compiuti sopralluoghi e approfondimenti, valutate le situazioni una per una con verifiche tecniche puntuali sulla base delle norme e dei protocolli nazionali e regionali, personale delle Istituzioni scolastiche e del Comune di Reggio Emilia, per quanto di propria competenza – vale a dire le sedi scolastiche delle primarie (già elementari) e delle secondarie di primo grado (già medie) – hanno individuato gli istituti, i corsi e in conclusione le classi che dovranno svolgere ‘in sede esterna’ l’anno scolastico della Ripartenza, quello 2020-2021.

Il Comune ha poi iniziato la verifica degli immobili non utilizzati o temporaneamente idonei a ospitare le classi nei prossimi mesi. Scelti i luoghi ‘nuovi’, sono stati predisposti i lavori di pulizia, sanificazione, manutenzione e adattamento necessari. Quindi, sono state previste le risorse, per lavori, affitti, comodati; avviati e compiuti gli interventi, affinché tutto sia pronto per la prima campanella di lunedì 14 settembre 2020, con una scuola che sia il più possibile “vicina” e “vivibile”, non solo “possibile”.

La riapertura avviene dunque all’insegna di un vero e proprio Patto educativo di comunità firmato da ciascun istituto comprensivo, con cui i diversi attori coinvolti – il Comune di Reggio, i dirigenti scolastici, l’Ausl, i soggetti ospitanti – si sono impegnati a fare del loro meglio per garantire a studenti, famiglie, docenti e personale ausiliario la necessaria sicurezza sanitaria e la miglior qualità di scuola possibile in questo anno scolastico. Si tratta da parte del territorio di una forte assunzione di corresponsabilità per quanto riguarda il rispetto di norme e prescrizioni ma anche la ricerca delle soluzioni meno impattanti sul benessere degli studenti, delle loro famiglie e del personale docente, per continuare ad avere una scuola di qualità, ricca di opportunità e di stimoli per tutti.

LE SEDI E I DISTANZIAMENTI – Non è mancata la collaborazione di tanti soggetti nel mettere a disposizione sedi per la scuola: accanto al Comune, altri enti e organizzazioni del territorio che hanno accettato di collaborare, fra cui la Banca d’Italia che prontamente ha reso disponibile la sede non utilizzata in piazza Martiri del 7 Luglio, la Fondazione Manodori con Palazzo da Mosto, diverse parrocchie della Diocesi, centri sociali, associazioni sportive e socio-culturali e un agriturismo (a supporto di una scuola del forese) e sedi scolastiche proprie che ospitano classi di altre scuole.

In particolare, le sedi di Scuola diffusa sono:

Palazzo dei Musei che ospiterà 3 classi per circa 75 alunni, della scuola primaria Zibordi e della secondaria Manzoni;

Chiostri di San Pietro/edificio del Collaboratorio con 2 classi della secondaria Leonardo da Vinci per una cinquantina di studenti;

Biblioteca delle Arti con 2 classi della secondaria Manzoni, circa 50 studenti;

Polo creativo S.D. Factory con 2 classi della primaria Leopardi;

Palazzo da Mosto, che ospiterà 6 classi della secondaria Aosta (circa 150 alunni);

Banca d’Italia, 5 classi di cui 3 della primaria Canossa (75 scolari) e 2 della secondaria Leonardo da Vinci (50 studenti);

Vecchia scuola primaria di Bagno, che ospiterà 2 classi della secondaria di Bagno;

Scuola secondaria Dalla Chiesa, che accoglierà 5 classi della primaria San Giovanni Bosco;

Centro Obiettivo Danza, con 2 classi della secondaria Einstein;

La Centrale polisportiva Foscato, con 3 classi della primaria Dante Alighieri (66 scolari);

Centro sociale Orti Montenero, con una classe della primaria Collodi;

Centro sociale Rosta Nuova, con una classe della secondaria Pertini 1;

Agriturismo La casa del gufo ospiterà una classe della primaria di Ghiarda;

Parrocchia di San Michele Arcangelo a Pieve Modolena: 3 classi della primaria Verdi con 69 scolari;

Parrocchia di Regina Pacis: 4 classi della primaria Bartali (100 scolari);

Teatro parrocchiale di Sant’Agostino: una classe della primaria Sant’Agostino;

Parrocchia di Sant’Anselmo: 2 classi della primaria Martin Luther King (collocazione temporanea per circa un mese);

Oratorio Don Bosco con 2 classi della primaria Agosti;

Oratorio Sacro Cuore con 2 classi della primaria Calvino.

Il sistema delle sedi scolastiche esistente in città sostanzialmente ha retto, grazie anche ad ampiezza e caratteristiche degli edifici. Sono infatti in numero contenuto, rispetto ad altre realtà, le nuove sedi.

In particolare sono interessati:

19 plessi scolastici su 53 (appartenenti a 11 istituti comprensivi su 12);

49 classi su 427 totali presenti nel territorio comunale;

1.225 alunni su 13.450.

Le nuove sistemazioni consentono agli allievi delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Reggio Emilia di ottenere un distanziamento in classe fino a 2,1-2,8 metri fra persona e persona, quindi un distanziamento doppio o quasi triplo rispetto al metro previsto dalla norma nazionale. Questo consentirà di indossare la mascherina obbligatoriamente soltanto in situazioni di movimento.

La progettazione realizzata permetterà di utilizzare gli spazi delle classi in maniera più flessibile e libera anche durante i momenti di pausa. Le aule sono state svuotate degli arredi non strettamente necessari, come armadi e scaffali, per utilizzare tutto lo spazio calpestabile e distanziare il più possibile i banchi, che sono a posto singolo (senza rotelle). Tutti i banchi biposto utilizzati in precedenza sono stati sostituiti, con un investimento di circa 150.000 euro (degli oltre 200.000 complessivi utilizzati per l’acquisto di arredi).

E’ inoltre confermata in tutte le scuole l’attività di educazione fisica nelle palestre.

INTERVENTI E RISORSE – Per le diverse azioni di competenza, rivolte alle sedi diffuse della fascia 6-14 anni, l’Amministrazione comunale ha impegnato risorse (investimenti e spesa corrente) per oltre 1,6 milioni di euro.

In particolare:

500.000 euro per la manutenzione straordinaria sull’edilizia scolastica;

100.000 euro per la manutenzione ordinaria (edilizia ‘leggera’);

60.000 euro per manutenzione ordinaria (edilizia ‘leggera’) realizzata dagli istituti scolastici;

400.000 euro per connettività scolastica;

204.438 euro per arredi scolastici;

400.000 euro (costo stimato, in via di definizione finale) per spese di affitto locali, traslochi e pulizie.

PRANZO A SCUOLA – Delle 17 scuole a tempo pieno in cui si svolge abitualmente il pranzo nella sede scolastica, 4 continueranno a utilizzare le sale da pranzo, mentre nelle altre 13 proseguirà il servizio di refezione interna, con distribuzione delle vivande tramite carrello, aula per aula: ogni scolaro a turno si recherà al carrello e riceverà il cibo su un vassoio, tornerà al banco e potrà consumare il pasto. Al fine di garantire l’adeguata sicurezza sanitaria dei supporti e al contempo di ridurre l’impatto ambientale, verranno utilizzati vassoi e piatti in materiale compostabile, che saranno quindi monouso ma non incideranno sui volumi di rifiuti in plastica prodotti. Questa soluzione è resa possibile grazie a un investimento del Comune di circa 53mila euro per l’intero anno scolastico.

Il servizio di ristorazione scolastica sarà attivato, in tutte e 17 le scuole a tempo pieno della città, a partire dal 23 settembre prossimo.

Nelle scuole sede di seggio il servizio di ristorazione sarà attivato al rientro a scuola dopo il referendum.

PRE E POST SCUOLA, PROGETTI POMERIDIANI – Sulla base delle richieste pervenute dalle famiglie, per la scuola primaria sarà possibile anche per quest’anno scolastico attivare il servizio di pre e post scuola, ovvero la possibilità di lasciare a scuola i bambini anche in orario extra didattico per permettere ai genitori di coprire i tempi di percorrenza da e per il lavoro. I bambini che necessiteranno del servizio di anticipo e posticipo dell’orario saranno custoditi insieme (in locali facilmente areabili e sanificabili come ad esempio le palestre). Per tutto il tempo di attesa – stimato in massimo 45 minuti in entrata e 30 in uscita da scuola – dovranno però indossare la mascherina. Il servizio sarà attivato dal 12 ottobre, una volta calcolatone il fabbisogno effettivo.

Anche i progetti educativi pomeridiani delle scuole, come Sei e Get, sono confermati ma saranno attivati dal mese di ottobre, una volta che sarà chiaro il quadro delle adesioni e dopo che l’Ausl avrà dato le indicazioni necessarie per evitare rischi di contagio, visto che i progetti pomeridiani comportano la convivenza di bambini e ragazzi di diverse classi.

EDUCATORI PER BAMBINI E RAGAZZI CON DIRITTI SPECIALI – Dal 14 settembre saranno operativi in tutte le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado gli educatori per l’integrazione scolastica per bambini e ragazzi con diritti speciali.

Il Comune di Reggio Emilia ha nei giorni scorsi assegnato a ciascuna Istituzione scolastica un ‘monteore’ si servizio settimanale, che garantirà la presenza a scuola del personale educativo a prescindere da periodi di assenza dei bambini con diritti speciali, offrendo così alle scuole presenze educative stabili che collaboreranno, per le proprie responsabilità e funzioni, con il personale docente per la qualità complessiva della proposta didattica in questa complessa ripartenza.

EMERSIONE DI CASI POSITIVI AL COVID 19 – In caso di emersione di contagi, entreranno in vigore le procedure normate a livello nazionale, con l’intervento del personale medico di base e dell’Ausl, oltre che dell’autonoma autorità scolastica. Ogni istituto comprensivo ha individuato un responsabile Covid e dotato ogni plesso di un referente Covid appositamente formato dall’Ausl per attivare le corrette procedure di trattamento dei casi sospetti.

Ogni mattina bambini e ragazzi saranno invitati alla sanificazione delle mani e riceveranno le mascherine chirurgiche.

MOBILITÀ INTERNA – Il capitolo mobilità interna alla sede scolastica prevede alcune misure di accesso e uscita, volte ad evitare il più possibile assembramenti e contatti fra classi diverse. Nei diversi plessi scolastici, ciascuno a seconda delle proprie caratteristiche, sono state individuate soluzioni che vanno dall’apertura di un numero aggiuntivo di accessi (ad esempio tramite portefinestre che mettano in collegamento le aule al piano terra con l’esterno), alla diversificazione dei percorsi, allo scaglionamento delle entrate e delle uscite dei ragazzi, con orari variabili ad esempio tra le 7.45 e le 8.05 per l’ingresso.

MOBILITÀ CASA SCUOLA E RITORNO

Linee di trasporto pubblico urbano ed extraurbano potenziate, addetti al controllo di servizio (steward) alle fermate degli autobus più densamente frequentate per ordinare e ‘distanziare’ salite e discese dai mezzi; rilancio e potenziamento delle iniziative Bicibus e Pedibus; una campagna di educazione, sensibilizzazione e comunicazione per invitare all’uso della bicicletta nei percorsi casa-scuola; franchigie nei parcheggi a pagamento.

Il ‘pacchetto Mobilità’ per la scuola 2020-2021 contiene una serie di misure sinergiche e diverse per agevolare il più possibile gli spostamenti casa-scuola, con criteri di sostenibilità, rispetto del distanziamento e necessità quotidiane.

…e il Peri-Merulo?

L’assessore Raffaella Curioni alla presentazione della “Scuola diffusa”

L’Istituto Superiore di Studi musicali di Reggio e Castelnovo  Monti aveva già in parte ricominciato dal 20 maggio (tra i primi in assoluto) con lezioni in presenza ed oggi è pronto ad una ripartenza pressoché totale almeno per le lezioni pratiche. Per quelle teoriche varrà ancora in parte il metodo delle lezioni online. “Ma anche se le iscrizioni chiudono il 20 settembre – dice il direttore Marco Fiorini – penso che riusciremo a superare il numero complessivo di 615 studenti totalizzato lo scorso anno”. A disposizione del Peri-Merulo, oltre alla sede storica dei Chiostro di San Domenico, anche sei aule a Palazzo da Mosto messe a disposizione della Fondazioone Manodori, la Sala delle Carrozze, fino a ieri di uso comunale per mostre fotografiche e spazi dati dalla Banca d’Italia. “Per questo vorrei ringraziare il presidente della Fondazione Romano Sassatelli e il segretario generale Riccardo Faietti – dice ancora Fiorini – il sindaco di Reggio Luca Vecchi e in modo particolare l’assessore alla Scuola Raffaelle Curioni senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile”.

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