HomeAttualitàFatti più in là, Andrea…il Pd stacca il ticket Costa-Tagliavini per la prossima segreteria

Fatti più in là, Andrea…il Pd stacca il ticket Costa-Tagliavini per la prossima segreteria

I due Andrea bis-valido

Andiamo avanti insieme: sotto questa insegna, la ditta del Pd reggiano si prepara ad essere governato per i prossimi quattro anni dal ticket dei due Andrea, l’orlandiano Costa (sindaco di Luzzara) e il renziano Tagliavini (primo cittadino di Quattro Castella). La doppia candidatura, che ad ora è l’unica e quindi al 99% vincente, è stata presentata nella sede di via Gandhi, dove sono appena arrivati gli scatoloni di Festareggio. Una coincidenza dal valore simbolico: il ticket dovrà impegnarsi parecchio, una volta vinto il congresso, per gestire le macerie lasciate da Festareggio.

La Festa ha un suo bilancio separato da quello del partito, ma Costa non ha negato che “lì ci sono dei problemi”, riferendosi ai conti della kermesse provinciale. Il partito invece ha trovato una sua linea di galleggiamento economico – finanziaria, fatta di tanto risparmio e di molta sobrietà: l’unico dirigente pagato è rimasto proprio il segretario Costa, che gode soltanto di un contratto di collaborazione di 400 euro al mese. Il partito fa seimila iscritti, Reggio è ancora una delle più grosse federazioni d’Italia (la seconda o terza) ma di fatto mancano i fondi per promuovere una incisiva attività politica: tanto che il segretario uscente ha annunciato il prossimo varo di una piattaforma di crowdfunding sul web. Avete capito bene: su singole tematiche, il Pd chiederà direttamente ai simpatizzanti i fondi per promuovere le sue iniziative politiche (ius soli, lavoro, mafie ecc ecc).

Un Dario De Lucia sempre più impertinente ha subito criticato il cosiddetto “ticket Andrea”

Siamo partiti dal quadro economico del Pd perché saranno le condizioni materiali a determinare le mosse concrete che vedremo nei prossimi quattro anni da parte del Partito Democratico: se queste sono le premesse, sarà il tramonto del Pd come partito tradizionale. I democratici sembrano prepararsi a diventare qualcosa di più simile ad un movimento, mentre le tradizionali strutture, come i circoli, pur continuando ad esistere sembrano destinati ad un ruolo più marginale. Vedremo. Per il resto, Costa e Tagliavini puntano sull’unità del partito, dopo la battaglia del congresso stravinta da Renzi e la scissione di Mdp. “Faremo delle scelte – ha detto Tagliavini – e per fare delle scelte occorre evitare di litigare e confrontarci sulle cose concrete”. Non solo: l’influsso di Tagliavini si vede soprattutto nel messaggio che da Roma si vuole far passare sul territorio. “Dobbiamo sostenere le riforme fatte – dice il vice segretario in pectore – e la prossima legge di stabilità. Occorre che le persone si riconoscano nelle riforme, dato che hanno migliorato le condizioni in cui si trova il nostro paese”. A livello territoriale, le migliori politiche elaborate nei diversi ambiti saranno riproposte da ogni amministrazione Pd: “Non vogliamo proporre solo un grande progetto di cambiamento – ha detto Tagliavini – dobbiamo essere la frontiera del cambiamento. E possiamo esserlo per le opportunità che esprime questo territorio”.

Sulle alleanze a sinistra Costa ha sottolineato che senza il Pd il centrosinistra non esiste, ma ha messo in chiaro che il partito intende “agire relazioni” con i soggetti che sono a sinistra del Pd. “Se poi non si troverà ‘accordo, amen”, ha aggiunto il segretario uscente. Il focus si sposta su un altro punto: “Dobbiamo agire relazioni con associazioni, comitati, comunità vive”. Ultimo passaggio sulla festa del Pd: sarà organizzata in modo diverso, ma resterà nell’area del Campovolo.

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