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Emilia-Romagna, il carrello della spesa diventa d’oro

Brutte notizie per i consumatori emiliano-romagnoli: il carrello della spesa in regione costa più della media nazionale. Peggio, è tra i più cari d’Italia. E questo nonostante l’Emilia-Romagna sia la patria degli ipermercati. A sostenerlo è una ricerca di Altroconsumo sui supermercati, condotta analizzando un campione di 885 punti vendita in 68 città italiane.  Secondo questi dati una spesa media di prodotti di marca in Emilia-Romagna, quest’anno, si aggira attorno ai 6.436 euro contro una media nazionale di 6.350 euro.

«Solitamente le città dell’Emilia-Romagna hanno sempre dato risultati buoni, per anni sono state le città con i prezzi migliori — afferma Marco Bulfon, autore dell’indagine di Altroconsumo — ma quest’anno non è più così». Scorrendo la classifica, la medaglia di città più conveniente in regione se l’aggiudica Rimini: nella cittadina romagnola riempire il carrello costa in media 6.214 euro all’anno. Modena è seconda, sotto la Ghirlandina si spendono in media 6.339 euro. Per entrambe le città l’indagine registra un lieve miglioramento rispetto all’anno precedente, in controtendenza con il resto della regione.
Va peggio invece a Parma, Piacenza e Ferrara, dove fare la spesa costa tra i 6.469 e i 6.493 euro annui. Maglia nera a Bologna, fanalino di coda dell’Emilia-Romagna, con un costo annuo medio di 6.502 euro, ben 500 euro al di sopra della spesa dei cittadini di Verona, la città più virtuosa, al numero uno della classifica di Altroconsumo.

A livello nazionale il capoluogo emiliano è uno dei più cari, seguito solo da altre sette città italiane: Trieste, L’Aquila, Cagliari, Palermo, Ascoli Piceno, Pescara e Aosta. Secondo Bulfon il dato generale indica che in regione «c’è un’alta presenza di punti vendita con prezzi al di sopra della media ed anche più alti rispetto all’anno passato. In pratica — spiega il ricercatore di Altroconsumo — i supermercati che nel 2014 erano molto competitivi, quest’anno sono più cari rispetto alla media nazionale.

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