HomeAttualitàAmbiente, riparte la stagione degli idrocarburi

Ambiente, riparte la stagione degli idrocarburi

Ricomincia la corsa alla ricerca di idrocarburi, a partire da gas e petrolio, in Emilia-Romagna. Legambiente scrive che la revoca della sospensione risale al 13 luglio 2015. Da quel momento sono ripartite le autorizzazioni di prospezione e ricerca, attività propedeutiche a nuove estrazioni. Dal sito del ministero dello Sviluppo economico risultano 31 i permessi di ricerca su terra ferma  vigenti in Emilia-Romagna. Su sei di essi è stata già presentata istanza di perforazione del pozzo esplorativo, su tre è stata presentata istanza di coltivazione mentre su nove è stata presentata istanza di rinuncia.

Alle 31 attività già in corso vanno aggiunte nove nuove istanze di permesso di ricerca (Brola, Castiglione di Cervia, Fiorenzuola D’Arda, Fontevivo, La Risorta, La Stefanina, Reno Centese, San Patrizio, Zanza), sette delle quali in fase di Valutazione di impatto ambientale.

Rigettando da subito le nuove istanze di permesso di ricerca, osserva Legambiente, l’Emilia-Romagna “darebbe le gambe a quanto indicato nel Piano energetico Regionale, che punta all’obiettivo 100% rinnovabili al 2050, e ai contenuti del Piano Aria che fissa l’obiettivo al 2020 di ridurre all’1% la popolazione esposta all’inquinamento atmosferico”.
Diversamente, se venissero approvate le nuove istanze di permesso di ricerca, “si seguirebbe nella pratica una direzione completamente opposta a quanto indicato nei piani. Le amministrazioni, dal livello regionale a quello locale, dimostrerebbero per l’ennesima volta di utilizzare il concetto di sostenibilità solo nei piani, superati però nel quotidiano da logiche economiche ferme al ventesimo secolo”.
Rigettare le istanze di ricerca idrocarburi da subito – sottolinea ancora Legambientesignificherebbe porsi in prima linea nel raggiungimento degli obiettivi fissati dagli accordi internazionali, per il contenimento dell’innalzamento della temperatura globale entro gli 1,5 gradi”.

Dai dati contenuti nell’edizione 2017 dell’Atlante Climatico dell’Emilia-Romagna di Arpae emerge chiaramente che il problema del riscaldamento globale tocca direttamente il territorio regionale: le temperature medie regionali nel periodo 1991-2015 sono aumentate di 1,1 °C (+1,4 °C le massime, +0,8 °C le minime) rispetto al periodo 1961-1990. Allo stesso tempo, le precipitazioni annuali sono diminuite di 22 mm (-2%) ma con notevoli cambiamenti stagionali (estati più aride e autunni più piovosi). Tra i capoluoghi dell’Emilia-Romagna, le due città in cui si è osservato un aumento maggiore delle temperature medie annuali sono Reggio-Emilia (+1,6 °C) e Modena (+1,4 °C).

Per Legambiente occorre investire su rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile e riqualificazione urbana, ed abbandonare l’era della fonti fossili nel più breve tempo possibile.

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