HomeAttualitàEmilia-Romagna, boom di matrimoni (civili) e divorzi

Emilia-Romagna, boom di matrimoni (civili) e divorzi

Anche l’Emilia-Romagna riscopre i matrimoni. Come da tendenza nazionale, dopo anni di calo costante nel 2015 il numero di matrimoni celebrati sul territorio regionale è tornato a salire. A dicembre la conta si è fermata a quota 12.456, in netto aumento rispetto all’anno precedente: 531 sposalizi in più, pari al 4,5%. Al tempo stesso, però, si impenna anche il trend dei divorzi balzati in un solo anno da 3.774 a oltre 7.400.

scena filmA fornire una possibile spiegazione ci pensa l’Istat. Nel suo rapporto annuale, l’Istituto di statistica spiega come al boom di rotture abbia “contribuito anche il divorzio breve”, la legge entrata in vigore a metà 2015 che ha accorciato drasticamente i tempi per separarsi. Una novità che, almeno in parte, potrebbe aver inciso anche sull’incremento dei matrimoni.
Salutato il vecchio coniuge, infatti, se ne trova subito un altro. L’anno scorso in Emilia-Romagna sono state oltre 3mila le seconde nozze, 130 in più rispetto al 2014. Ma mentre nel resto dell’Italia i divorziati al secondo tentativo hanno letteralmente trainato il boom dei matrimoni, in regione sono rimasti una quota minoritaria, appena un quarto del totale.
Da Piacenza a Rimini, infatti, sull’incremento dei matrimoni hanno pesato soprattutto nubili e celibi, cioè chi si presentava all’altare per la prima volta. In totale le prime nozze sono state 400 in più rispetto all’anno precedente, in netta controtendenza rispetto al trend degli ultimi dieci anni. Dal 2007 (quando raggiungevano quota 15mila) in poi, il numero di “sì” è sceso in maniera costante, fino a raggiungere nel 2014 il dato più basso. In mezzo c’è stato solo un accenno di incremento nel 2012 (+1%), subito smentito gli anni successivi.

Nel complesso l’Emilia Romagna ha guadagnato il gradino più basso del podio, piazzandosi dietro a Piemonte e Sicilia. Ma tra una provincia e l’altra le differenze sono significative: si va dagli incrementi record di Piacenza e Modena (rispettivamente +8 e +7%) ai lievissimi cali di Reggio Emilia e Ravenna. Infine, la forbice tra chi sceglie il rito civile – l’unico in aumento – e quello religioso è sempre più larga: ormai si sposano in Comune sei coppie su dieci.

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