E uno e due e tre! Appello del Governatore Stefano Bonaccini all’unità (con la “u” minuscola)

I bei tempi dell’unità villalunghese

E’ un appello disperato quello del Governatore Stefano Bonaccini: spaccarsi ora, alla vigilia delle regionali, sarebbe un suicidio politico, è il sunto delle sue dichiarazioni. Un occhio alla crisi di Governo, ma l’altro ben fisso sulle vicende interne, ovvero la sua riconferma alle prossime elezioni, Bonaccini chiede alle componenti del partito cui appartiene, il Pd, di sopire il più possibile ogni polemica interna perché lo scotto si potrebbe pagare, non si sa quanto direttamente, nelle urne locali.

A stretto giro di posta gli replica però un altro alto esponente del suo partito, peraltro modenese come lui, Matteo Richetti. “I reiterati appelli all’unità – dice – che facciamo da anni non sono sufficienti a rispondere alla complessità del momento”. La complessità del momento, lo sappiamo, ancor prima che la Regione Emilia Romagna è l’agenda del Parlamento italiano e del futuro immediato del Paese, stretto tra la eventualità di andare a nuove elezioni o verso un nuovo esecuto, politico, istituzionale, tecnico che sia.

Non è naturalmente una questione terminologica: all’orizzonte si profila la ventilata scissione renziana, che giace sotto traccia da molto tempo, e almeno per ora la carica dei 22 tra onorevoli e senatori Pd emiliano-romagnoli giocano a carte coperte, in attesa degli eventi. Attendismo è la parola chiave di queste ore anche se, almeno da Bologna, praticamente nessuno dei pezzi che contano, sembrerebbe disposto a seguire di nuovo il leader di Rignano nella sua nuova avventura di Azione civile o come si chiamerà

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