HomeAttualitàDivina rivincita: sacrosanto epinicio di un maestro d’organo sulla vita e le opere di mons.Tiziano Ghirelli, coperto a Reggio dal ciarlare delle comari ed infine chiamato a Roma dal Papa

Divina rivincita: sacrosanto epinicio di un maestro d’organo sulla vita e le opere di mons.Tiziano Ghirelli, coperto a Reggio dal ciarlare delle comari ed infine chiamato a Roma dal Papa

Da “assassino” di una Cattedrale di provincia alla cura della della Basilica più importante del mondo. La vita di Mons. Tiziano Ghirelli è una di quelle tipiche storie che si possono riassumere con “nessuno è profeta nella propria Patria”.

Don Tiziano

Conosco don Tiziano da quando ero bambino, lui giovane curato del Duomo di Reggio Emilia nei primi anni ’80. Lui credette in me, sfidò gli anziani canonici della Cattedrale che non volevano che un ragazzino così giovane salisse all’Organo per studiare ore e ore. Invece don Tiziano, vero talent scout, ma ancor più “scopritore di anime”, non cedette e così, grazie anche a lui, potei arrivare al diploma di Organo e composizione organistica.

Ora è lui che diventerà Canonico, non nella nostra Cattedrale, non del piccolo nostro Duomo di provincia ma nel massimo tempio della cristianità cattolica chiamato dal Santo Padre Francesco. Sono decenni che don Tiziano frequenta Roma; prima come studente all’Università Gregoriana, poi in veste di docente, poi alla Conferenza Episcopale Italiana quale membro del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei beni culturali della Chiesa e membro della Consulta Nazionale Beni Culturali Ecclesiastici.

Da più parti, anche al di fuori dell’Italia, il suo lavoro ventennale alla guida del reggiano Ufficio Diocesano Beni Culturali, assieme a valenti collaboratori, è stato notato e fatto oggetto di pubbliche lodi. Ho avuto l’onore di condividere, assieme a un gruppo di amici, il commovente momento in cui don Tiziano porse nella mani di Benedetto XVI la sua tesi di laurea “Ierotopi cristiani. Le chiese secondo il magistero” (Libreria Editrice Vaticana, 2012).

Mons.Tiziano Ghirelli

Questo corposo tomo è il frutto dell’esperienza sul campo che don Tiziano ha compiuto nel corso degli anni; in particolare tutta “l’avventura” del complesso e lunghissimo lavoro di restauro e dell’adeguamento liturgico della nostra Cattedrale. Un adeguamento liturgico che, con le nuove opere concepite gratuitamente da artisti quali Jannis Kounellis, Hidetoshi Nagasawa, Ettore Spalletti, Claudio Parmiggiani, voleva andare ben oltre una semplice e sbrigativa “sistemazione” dei poli celebrativi: infatti con la realizzazione della nuove opere don Tiziano voleva portare a compimento un Pensiero e un ideale che avrebbe unito, in un unico percorso artistico, l’intera Città di Reggio Emilia, Città più volte definita “della contemporaneità”.

Si sarebbe passati così dalla Collezione Maramotti alle opere espressamente commissionate dalla nostra Città e collocate nei vari punti del tessuto cittadino – mi riferisco a “Less Than” di Robert Morris ai Chiostri di San Domenico, a “Whirls and Twirls” di Sol LeWitt nella Biblioteca Panizzi, a “L’Araba Fenice” di Luciano Fabro dentro i cancelli dell’Università di Modena e Reggio Emilia in viale Allegri per arrivare all’Arte che guarda e aspira alla trascendenza.

Una visione, quella di don Tiziano, sicuramente ambiziosa, ardita e anche provocatoria che nella piccola e provinciale Reggio Emilia non solo non è stata minimamente compresa, ma destò reazioni a non finire da parte di alcuni personaggi che riuscirono ad influenzare anche il clero reggiano nelle sue più ampie e alte sfere. Fu scritto addirittura un libello, “Assassinio della cattedrale. Ipotesi, drammi e lacerazioni di una chiesa sfigurata: il caso di Reggio Emilia”.

Nonostante questo progetto fosse stato condiviso, approvato e sottoscritto dal Vescovo diocesano di allora, Mons. Adriano Caprioli, il risultato fu quello della censura ovvero della rimozione delle opere removibili con la conseguente umiliazione e punizione di don Tiziano ritenuto il principale imputato e “assassino”della nostra Cattedrale.

Dopo dieci anni vissuti sulla graticola, questa inaspettata nomina di Mons. Tiziano Ghirelli a Canonico della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, venuta direttamente da Roma e di certo non spinta da forze laiche e clericali reggiane, testimonia quanto don Tiziano sia stimato, considerato e ben voluto, spazzando via, con una forte alitata, il “chiacchiericcio delle zitelle” tanto disprezzato da Papa Francesco.

Chissà che dopo questa “riabilitazione papale” qualcosa di nuovo e di bello succeda anche all’interno delle mura cittadine reggiane.

Renato Negri docente di Organo all’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “Achille Peri – Claudio Merulo”. Direttore artistico di Soli Deo Gloria. Organi, Suoni e Voci della Città”

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