Dedalo

Parafrasando poco rispettosamente il Vangelo di Matteo, ad ogni giorno basta la sua ordinanza e, visto che il passaggio formale dell’Emilia Romagna in zona arancione è a far tempo dalla prossima mezzanotte, domattina se Dio Vuole non dovremmo svegliarci con ulteriori sorprese. Anche perché negli ultimi tre giorni tra l’ordinanza comunale di Bologna, quella regionale firmata da Bonaccini e l’ultima decisione del ministero alla sanità, il ginepraio di regole, regoline, regolette, divieti, divietini e divietucci diviene via via più intricato. Un dedalo prima burocratico poi pratico, in cui anche un provetto Azzeccagarbugli faticherebbe a districarsi.

Oltre ai cambiamenti fin qui imposti da Dpcm e zona “gialla”, per gli emiliano-romagnoli a partire da domenica si aggiungeranno lo stop agli spostamenti in entrata e in uscita con altre regioni, e da un Comune all’altro (salvo comprovati motivi da giustificare con autocertificazione). Anche nel proprio Comune si aggiunge la raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata.

Altro cambiamento importante, che non era contemplato dall’ordinanza regionale, la chiusura di bar e ristoranti 7 giorni su 7, con asporto consentito fino alle 22 e consegne sempre possibili. Nell’ordinanza regionale invece entrata in vigore oggi, la misura principale è quella della chiusura dei negozi la domenica, salvo farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie, edicole.

Idem lo stop ai mercati all’aperto senza piani ad hoc dai Comuni (Bologna li ha vietati senza deroghe ad esempio) e stop nei prefestivi alle medie e grandi aree di vendita oltre che ai centri commerciali. Nei negozi alimentari solo un componente per famiglia. Ulteriore misura aggiuntiva non prevista dalla zona arancione ma in vigore dalla settimana prossima sempre per via dell’ordinanza regionale la sospensione delle lezioni di ginnastica, canto e strumenti a fiato alle scuole elementari e medie. E l’attività sportiva che dovrà evitare centri storici e luoghi solitamente affollati.

Poi c’è l’ordinanza comunale firmata da Merola per Bologna che, da oggi, prevede lo stop ai mercati all’aperto, anche quelli contadini. Tra i mercati che chiuderanno anche quello storico della Piazzola. E lo stop alle manifestazioni di piazza e a qualsiasi avvenimento pubblico in strada. Insomma ce n’è per tutti i gusti ed anche per tutte le lamentele

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